Cronaca

Castellammare - Raid contro pregiudicato di Scanzano, sei condanne per i Fasano

Una lite e una ferita alla testa diventano l’occasione per mettere in scena un rito di “iniziazione”alla malavita. Così lo hanno definito i giudici del tribunale di Torre Annunziata che ieri mattina hanno condannato i parenti del 17enne stabiese che nl 2016 gambizzo' G.C.19enne di Scanzano sul lungomare davnti a un bar di corso Garibaldi.


Una lite e una ferita alla testa diventano l’occasione per mettere in scena un rito di “iniziazione”alla malavita. Così lo hanno definito i giudici del tribunale di Torre Annunziata che ieri mattina hanno condannato i parenti del 17enne stabiese che nl 2016 gambizzo' G.C.19enne di Scanzano sul lungomare davnti a un bar di corso Garibaldi. Sono sei le condanne i pro grado arrivate ieri per porto d'armi e lesioni aggravate: Giovanni Patrice, Catello e Francesco Fontana 5 anni e 4 mesi di reclusione, mentre Alfonso Fontana 4 anni e 8 mesi, Ciro Fontana 4 anni, e 3 anni per Vincenzo Lucarelli. I fatti risalgono al 2016 qundo G.F., il minorenne che nel dicembre 2016 gambizzò un pregiudicato 19enne di Scanzano dopo una lite in cui aveva avuto la peggio riportando una ferita alla testa. Sono finiti in manette il baby pistolero insieme ad altre sette persone della famiglia Fontana alias i “fasano” del rione Acqua della Madonna che ieri sono stati condannati, sono proprio i “grandi” della famiglia a spingere il ragazzino, con piccoli precedenti alle spalle, a vendicarsi per quella ferita alla testa riportata in una lite avvenuta pochi minuti prima in villa comunale. Zii e zie, compreso il padre, partecipano all’organizzazione della spedizione punitiva ed a incoraggiare G.F. a farsi giustizia. Succede tutto in poco tempo: il G.F. che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, ingaggia una lite con un ragazzo in villa comunale e Gaetano Cavallaro, 19enne di Scanzano, si intromette e ad avere la peggio è proprio il rampollo della famiglia dei Fontana, nota a Castellammare per avere diversi membri con un p

assato di camorra e di collaborazioni con la giustizia. Le telecamere incastrano tutti e otto i membri della spedizione punitiva, in poco tempo i poliziotti stabiesi attraverso gli occhi elettronici di un’area di servizio a due passi da via Caio Duilio immortalano la fase di “pianificazione”. Si vede chiaramente il 17enne mostrare la ferita alla testa ai suoi familiari che senza pensarci su due volte si riuniscono e si attivano per partecipare alla vendetta. Da brividi è anche il ruolo delle donne in questa fase, di fatti è proprio una zia (non indagata) del 17enne ad entrare in casa e prendere due pistole per portarle in strada agli uomini di famiglia. Ma non solo, ci sono anche frasi e urla di incitamento alla vendetta da parte della donna “coinvolta completamente” dall’episodio così come tutti. Così il raid punitivo prende avvio e il 19enne viene intercettato davanti a un bar di corso Garibaldi proprio di fronte alla villa comunale. Il 17enne insieme ai cugini (tra cui un 14enne), a due zii e al padre scendono dagli scooter e vanno verso l’obiettivo. G.F. estrae un revolver dalla cintola dei pantaloni e lo punta in faccia a Cavallaro. Il baby rampollo ha un attimo di esitazione e non spara, ma immediatamente arriva lo zio Francesco Fontana a sorreggergli il braccio con la pistola. “Sparalo, sparalo a questo infame”, urla al 17enne che poi abbassa il tiro e ferisce Cavallaro alle gambe. Subito dopo gli altri membri della gang rincorrono il fratello della vittima che per difenderlo aveva lanciato un casco da moto. Scene da far west nel pieno della movida stabiese di domenica sera.


mercoledì 30 maggio 2018 - 09:13 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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