Anche questa mattina alcuni ex dipendenti dello stabilimento Acetosella hanno protestato all’esterno di Palazzo Farnese. Hanno cercato ancora una volta di avere un incontro con il sindaco Gaetano Cimmino che però non li ha voluti ricevere.
«Il sindaco rifiuta di incontrarci e di ascoltarci – raccontano – Ci ha detto che dobbiamo parlare con lui attraverso i giornali». Da quello che raccontano pare che il primo cittadino stabiese abbia anche minacciato di denunciarli per occupazione di suolo pubblico, dando disposizioni alla polizia Municipale di provvedere a far liberare l’ingresso del Municipio dagli operai in protesta.
«Un’amministrazione comunale insediatasi ormai da 10 mesi e che ancora deve entrare in possesso delle sorgenti termali - proseguono - indispensabile per avviare l’imbottigliamento delle acque termali». Lo stabilimento Acetosella è ormai chiuso da oltre 2 anni, da quando nel 2017 la ditta “Stabia di Mare” fallì a seguito del contenzioso aperto proprio dai dipendenti che vantavano stipendi arretrati per circa 56mila euro. L’immobile, di proprietà per metà del Comune di Castellammare e per metà della stessa “Stabia di Mare”, è in mano alla curatela fallimentare. Le sorgenti, invece, di proprietà della Regione, sono state assegnate da ormai 1 anno al Comune di Castellammare che però non procede a formalizzare con l’ente di Palazzo Santa Luci
a la relativa concessione. Solo a gennaio di quest’anno il comune ha risposto alla Regione inviando i documenti richiesti, ed ora si è in attesa di un convocazione a Napoli per la sottoscrizione dell’accordo. Una volta espletato tale ultimo aspetto ci sarà poi da vedere come l’amministrazione comunale intenderà procedere per l’affidamento dello sfruttamento delle fonti, affidando – ed in che modo – a privati l’attività imprenditoriale che dovrebbe a questo punto impiegare gli ex dipendenti dell’Acetosella.
Ma non è tutto. Proprio ex dipendenti dell’Acetosella questa mattina hanno voluto anche sottolineare che non ci stanno ad essere trattati come disoccupati di Serie B. «Abbiamo appreso che ci sono state assunzioni all’interno di una ditta affidataria di servizi comunali. Assunzioni che gli organi di stampa hanno riportato come poco chiare. A Castellammare non devono esserci disoccupati di Serie A e Serie B». Il riferimento che hanno fatto è agli ex operai Avis impiegati in alcune attività nella Am Tecnology. «Perché per loro si è trovata subito una soluzione e per noi non si vuole farlo?» chiedono.
Per loro, il prossimo mese sarà l’ultimo in cui riceveranno il sussidio di disoccupazione. Per questo chiedono un’accelerata sul confronto con l’amministrazione comunale per trovare una soluzione alla loro difficile situazione.