"Il sindaco convochi subito un tavolo di concertazione coinvolgendo anche le associazioni che nei giorni scorsi hanno scritto una lettera per concertare azioni per accogliere i profughi afgani." Ad affermarlo sono le forze di minoranza presenti in Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia, che proseguono: "Kabul è caduta nelle mani dei talebani che di fatto stanno ponendo le basi per la rinascita dell’Emirato Islamico, uno stato fondato sull’interpretazione più radicale della legge islamica. Il futuro dell’Afghanistan, di molti giovani e di molte donne, è in bilico. Le immagini degli aerei stracolmi, delle persone disposte anche a fare la traversata sopra il velivolo pur di lasciare lo stato non lasciano dubbi sul fatto che presto, forse prima di quanto non si possa immaginare, l’Europa, tutta, dovrà affrontare una grave, gravissima, crisi umanitaria. Il tempo gioca un ruolo cruciale. Bisogna convocare subito un tavolo congiunto che veda il coinvolgimento di tutte le forze sociali per promuovere iniziative di assistenza e accoglienza in relazione all’emergenza profughi afghani con il coinvolgimento della protezione civile e delle associazioni di volontariato che operano su questi temi." Tonino Scala, Francesco Iovino, Eutalia Esposito, Francesco Nappi, Di Martino e Giovanni Nastelli.
Al riguardo, anche i presidenti e rappresentanti delle associazioni de La Casa della Pace e della non Violenza, l’Associazione Amici della Filangieri, il CIF e l’Incrocio delle Idee si sono riuniti presso la sede di Via Gesù, 29 e hanno deciso di inviare una richiesta al sindaco Gaetano Cimmino, di seguito riportata, in relazione alle azioni di accoglienza e integrazione del popolo afgano. Di seguito il testo:
Al Sindaco
Comune di Castellammare di Stabia
Il dramma che sta vivendo in questi giorni la popolazione afghana è ben nota e sicuramente a nessuno lascia indifferenti.
Una situazione senza precedenti e differente da quelle che abbiamo assistito e in parte vissuto negli ultimi anni.
Un popolo in fuga, una crisi umanitaria e una emergenza che necessita di azioni urgenti, collettive e diffuse per aiutare mi
lioni di persone a trovare una protezione lontana dal proprio paese dove i diritti civili sono stati annullati e dove i morti che si registrano sono ogni giorno in crescita.
Il Governo nazionale e le Prefetture stanno predisponendo piani d’intervento a beneficio di quanti hanno raggiunto la nostra nazione e dunque programmi di accoglienza a favore di cittadini afghani, e soprattutto per donne e bambini.
I sottoscrittori di detta missiva pensano che l’intera comunità, capace di importanti azioni di solidarietà, deve provare a dare, nei limiti delle possibilità, un suo contributo, focalizzando la situazione e la sua urgenza, tenendo da parte le legittime convinzioni sulle cause e le responsabilità di detta situazione che potrebbero condurre lontani dall’obiettivo di cercare di aiutare qualche vita umana.
Avendo appreso dalla stampa della sua iniziativa con la Prefettura le chiediamo di attivare un tavolo di coordinamento per contribuire alla gestione di un possibile piano di accoglienza e integrazione di gente spaventata, terrorizzata e incerta del proprio futuro, per coinvolgere quante più competenze possibili, collaborazioni e disponibilità concrete dell’intera comunità e, non ultimo, per prevenire e dunque evitare tensioni sociali e favorire appunto l’integrazione.
Nel contempo chiediamo di essere coinvolti all’interno di detto tavolo di coordinamento, giusto anche l’art. 55 e seguenti del Codice del Terzo Settore, non solo perché rappresentiamo un importante strumento di amplificazione ma anche perché pensiamo che la problematica non può e non deve restare all’interno del Palazzo ma che la disponibilità a sostenere specifici programmi di accoglienze e conseguente integrazione deve essere della comunità tutta.
Una sfida che ci attende nell’immediato futuro, sicuramente non facile ma che insieme possiamo vincerla per alleviare tanto dolore e tanta sofferenza sia negli aspetti contingenti che quelli che in seguito si presenteranno.
Auspicando un immediato riscontro, vista la gravità della situazione, cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.