Il Comune di Castellammare di Stabia si dichiara parte civile nel processo Tsunami che partirà il prossimo 19 novembre. Come anticipato la scorsa settimana, il sindaco Gaetano Cimmino ha infatti firmato l'atto d'indirizzo con il quale si invita l'ufficio avvocatura a compiere tutte le attività necessarie per rispettare la volontà della squadra di governo. «L’amministrazione ha il dovere di salvaguardare l’immagine della Città di Castellammare di Stabia e di tutelare la libertà dei cittadini - spiega il sindaco nel documento - La costituzione di parte civile nel processo che prenderà il via nei prossimi giorni contro i presunti responsabili di reati tanto gravi appare imprescindibile per un’amministrazione che ha sempre improntato il suo operato all’insegna della trasparenza, dell’anticorruzione e della legalità».
Il processo Tsunami colpirà gli esponenti principali del clan D'Alessandro. In totale sono 29 fra af
filiati e boss fra cui spiccano i nomi di Vincenzo e Pasquale D'Alessandro (figli del capoclan Michele) e Paolo Carolei, ras di Scanzano che ha scalato le gerarchie della cosca. I fatti ricostruiti dall'inchiesta sono tutti relativi allo spaccio, al racket, all'usura e anche ai rapporti con gli uffici tecnici comunali. Un'indagine lunga oltre dieci anni che punta a decapitare l'associazione criminale degli scanzanesi che da anni gestiscono gli affari della mala a Castellammare di Stabia.
Il Comune, dopo essersi dichiarato parte civile nell'ambito del processo Olimpo (in fase di svolgimento) che ha colpito camorra e imprenditoria, ha deciso di fare altrettanto con quello Tsunami. In sua compagnia con molte probabilità ci sarà anche Sos Impresa (associazione in prima linea contro il racket e l'usura) che gestisce il Circolo della Legalità a Castellammare di Stabia. Adesso è tutto nelle mani dell'ufficio avvocatura che entro il 19 novembre dovrà formulare la richiesta.