Entra nel vivo il procedimento avviato da 42 lavoratori termali che chiedono la riassunzione in Sint dopo il licenziamento avvenuto nel mese di luglio 2015. L'udienza di ieri presso il tribunale di Torre Annunziata è stata contraddistinta dalla testimonianza del curatore fallimentare Massimo Sequino, che ha rivelato di aver chiesto tra fine giugno ed inizio luglio di due anni fa al comitato dei creditori l'autorizzazione alla restituzione del compendio aziendale delle Nuove Terme di Stabia a Sint, che ne deteneva la proprietà, in quanto Sint non riteneva ipotizzabile l'ingresso di altre figure nella gestione né riteneva ipotizzabile l'esercizio provvisorio. Sequino spiega di aver ricevuto risposte contraddittorie dai tre membri del comitato dei creditori, dato che l'avvocato Di Donna aveva espresso parere favorevole, uno si era astenuto e un altro, D'Amora, aveva espr
esso consenso condizionato e subordinato al trasferimento anche dei lavoratori in servizio presso l'azienda. Ma D'Amora, secondo il racconto di Sequino, in prima istanza, aveva espresso parere favorevole, ragion per cui il curatore comunicò di aver ottenuto due consensi su tre al giudice delegato, che concesse l'autorizzazione alla restituzione. Il presunto cambio di rotta di D'Amora, poi, avrebbe determinato una nuova comunicazione di Sequino al giudice, circostanza che cambiò di fatto le carte in tavola. La testimonianza di Sequino è servita a fare parzialmente luce sul percorso che ha determinato il licenziamento dei termali e la restituzione a Sint degli immobili escludendo i lavoratori. Una vicenda su cui, comunque, le prossime udienze dovranno fare ulteriormente chiarezza per giungere alla soluzione di una delle più intricate questioni degli ultimi anni.