Cronaca

Castellammare - Presunte infiltrazioni della camorra sul voto amministrativo del 2018

È quanto emerge dall’inchiesta Domino Bis di ieri che ha portato all’arresto di ben 16 persone a capo del clan D’Alessandro di Scanzano. Il sindaco: «Sono sereno sulla mia amministrazione, su tutti i consiglieri comunali, maggioranza e opposizione, e sulla loro trasparenza e forza d’animo».

di Gennaro Esposito


Presunte infiltrazioni della camorra di Castellammare sul voto amministrativo del 2018. È quanto emerge dall’inchiesta Domino Bis di ieri che ha portato all’arresto di ben 16 persone a capo del clan D’Alessandro di Scanzano. Dalle intercettazioni raccolte dal Comando Provinciale dei carabinieri è emerso che il boss Sergio Mosca, reggente della cosca a causa degli arresti eccellenti degli ultimi anni, avrebbe indicato il nome di un candidato al consiglio comunale nella lista Forza Italia sul quale far confluire i voti. Mosca conversava con Rossetti, altro esponente del clan, e con il nipote Luigi D’Alessandro che doveva fornire i “santini” con il nome del candidato raccomandandosi però di non far emergere un numero di voti elevati da Scanzano per evitare di “macchiarne” il nome. Un disegno chiaro che conferma l’interesse della camorra nell’influenzare il regolare voto amministrativo della città delle acque. Al momento non è chiaro se poi il candidato abbia vinto le elezioni entrando in consiglio comunale. Sui fatti sarà compito della magistratura intervenire e approfondire per allontanare tutte le ombre su Palazzo Farnese.

Gli interessi dei D’Alessandro non si fermavano però solo al candidato ma riguardavano anche il

business degli appalti. Più volte il clan di Scanzano è intervenuto per imporre il proprio pizzo alle aziende che vincevano le gare nel Comune di Castellammare. È stata accertata l’estorsione per i lavori di rifacimento di piazza Umberto I (per la quale è stato già arrestato Daniele Imparato) ma sul tavolo potrebbero finire altri interventi come per esempio la riqualificazione del Palazzo del Fascio. Per la magistratura era Liberato Paturzo, imprenditore al servizio dei D’Alessandro, a controllare il tutto e seguire l’affidamento degli appalti. Scanzano sarebbe stato solito imporre il 3% sull’appalto mentre in alcuni casi avrebbe provato ad ottenere il subappalto.

«Leggo con la dovuta attenzione quanto riportano i media in queste ore - ha commentato il sindaco Gaetano Cimmino - Sono sereno sulla mia amministrazione, su tutti i consiglieri comunali, maggioranza e opposizione, e sulla loro trasparenza e forza d’animo. Insieme all’instancabile lavoro di forze dell’ordine e Procura, tutti rappresentiamo il buon vento che sta soffiando su Castellammare. Sono allo stesso modo certo che Forza Italia saprà fare chiarezza e saprà in ogni modo tutelare il nome del partito in ogni sede in merito ad una intercettazione riportata dalla stampa.

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mercoledì 24 marzo 2021 - 14:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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