E’ Sabrina Di Gennaro il nome forte del centrodestra per la presidenza del consiglio comunale. La leader della lista civica “Solo per Castellammare”, però, è insediata da Vincenzo Ungaro, storico braccio destro del sindaco Gaetano Cimmino che ambisce all’ultima poltrona rimasta da assegnare. I partiti e le liste civiche che compongono la maggioranza oggi si incontreranno nuovamente per raggiungere un accordo prima di recarsi in aula il prossimo 3 agosto per eleggere il nuovo presidente. Il primo cittadino stabiese dovrà sciogliere i nodi. Le ipotesi al momento sono due: o consegnare la presidenza ad Ungaro facendo valere i numeri impressionanti raggiunti alle elezioni della sua lista (che ha portato in assise ben sei consiglieri) oppure avallare la candidatura della Di Gennaro. Resta ancora viva l’ipotesi relativa ad Antonio Cimmino anche se le divisioni in Forza Italia potrebbero minare la sua candidatura. Al momento non sarebbe supportato da nessuno dei consiglieri comunali.
La fumata bianca dovrebbe arrivare questa sera quando si concluderà il vertice di maggioranza convoca
to dal sindaco di Castellammare. Impossibile, invece, che la presidenza venga consegnata all’opposizione. Sono state presentate sia le candidature di Tonino Scala (LeU) che Francesco Nappi (M5s) ma nessuno dei due riceverà la maggioranza dei voti. Partita aperta anche per quanto riguarda il ruolo di vice. Hanno presentato la propria candidatura sempre Sabrina Di Gennaro ma anche Ernesto Sica (Fratelli d’Italia), Barbara Di Maio (Udc) e Giulio Morlino (Lega). Possibile che tale ruolo venga consegnato ad uno degli scontenti dopo la giunta tecnica presentata da Cimmino, ovvero l’Udc che spingeva invece verso una squadra di governo politica. Ma tutto, ovviamente, dipenderà da come andrà la discussione in merito alla presidenza. Il consiglio comunale è alle porte e sarà uno dei più importanti degli ultimi anni. Oltre alla proclamazione degli eletti che darà il via all'era Cimmino, l’amministrazione dovrà ratificare l’accordo con la Soprintendenza di Pompei per la creazione del Museo Archeologico nella Reggia di Quisisana. Un atto storico che attende solamente il via libera dell’assise.