Piano lavoro per le 10mila assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, la discussione sul programma voluto dal governatore Vincenzo De Luca ha fatto tappa anche a Castellammare.
Nel pomeriggio di ieri, presso il palazzetto del Mare di via Bonito, il consigliere regionale Francesco Todisco e quello delegato alla riforma della Pubblica amministrazione Pasquale Granata hanno spiegato agli astanti i punti cardine del programma di assunzioni previste in Campania per l'anno prossimo. A moderare l'incontro, per l'occasione, è stata l'esponente LeU locale Laura Della Monica, che ha esordito spiegando come il progetto messo in campo dalla Regione mira a valorizzare le capacità dei giovani del territorio per sopperire alle carenze organiche di personale divenute ormai croniche.
«Questo piano per il lavoro è una scelta di sinistra - ha spiegato poi Todisco -. Ultimamente il tema dell'occupazione sta qualche equivoco di troppo anche a livello nazionale, provvedimenti come il reddito di cittadinanza non sono le risposte giuste. I ragazzi di oggi non vogliono la paghetta, ma cercano di veder riconosciuta la propria dignità attraverso il lavoro». Spazio poi a qualche cifra per illustrare l'impatto del piano sugli Enti locali: «In Campania ci sono 550 comuni, dai 48mila dipendenti pubblici del 2010 siamo passati ai 30mila del 2017. La loro età media è di 57 anni, e solo il 16% di loro è in possesso di laurea - persegue Todisco -. Per ringiovanire e provare a migliorare il personale investiremo 106 milioni di euro, pensate a quanto migliorerà la vita dei cittadini con servizi comunali migliori, più rapidi ed efficienti. Strategie clientelari dietro le assunzioni? Ai giovani dico di stare tranquilli, procederemo alle selezioni con la stessa piattaforma utilizzata dall'Anac. Semmai - conclude - devo riscontrare lo scetticismo di qualche sindaco a privarsi della possibilità di selezione del personale pubblico...».
Interviene poi Granata, che ha esaminato il piano da un punto di vista più te
cnico: «Contavamo di raccogliere un centinaio di adesioni da parte dei comuni - afferma entusiasta -, a meno di un mese dalla scadenza del termine ultimo le città partecipanti sono 180. Non è escluso che quindi i posti a disposizione possano aumentare in futuro. Il nostro territorio ha fortemente bisogno di quest'ondata di rinnovamento, calcoliamo che entro il 2019 metà del personale pubblico comunale campano andrà in pensione e se nelle grandi città lo snellimento del numero dei dipendenti può essere un vantaggio, pensate a cosa accadrebbe nei piccoli paesi di provincia, dove a lavorare in municipio sono al massimo 10 persone...».
L'intento è chiaro: «Vogliamo unire l'esperienza degli anziani con la propensione alle nuove tecnologie dei giovani per creare un mix più efficiente. Per farlo è indispensabile, come già accade in Europa, ricorrere ad un sistema centralizzato per la pubblica amministrazione».
Spazio infine ai numeri e alle probabilità concrete di lavoro: «Stimiamo che gli iscritti saranno circa 150mila - prosegue Granata -, e 10mila posti su 150mila è una buonissima proporzione. Quasi 100 dei 106 milioni investiti nel progetto (fondi europei, ndr) saranno utilizzati per delle 'borse di lavoro' che offriranno 10 mesi di tirocinio presso un ente pubblico, che sia questo un Comune o anche un'associazione. Soltanto dopo verrà sostenuto un esame per stabilire vincitori del concorso, poi assunti, e idonei. A questi ultimi non mancheranno nuove possibilità: posso assicurare che in ambito regionale la graduatoria verrà spolpata fino all'ultima persona disponibile».
La domanda di chiosa all'evento giunge spontanea dal pubblico: «Quale motivo dovrebbe avere allora un Comune per non aderire al piano?». La risposta dello stesso Granata è eloquente: «Sulla carta nessuno, e anzi, paradossalmente ci sarebbero addirittura gli estremi per chi sceglie di non farlo per essere segnalati alla Corte dei Conti».