“Plessi immobiliari? Errore macroscopico nel bando di gara per affidare le Terme di Castellammare. Un’affermazione “inesatta” che va contro diversi pronunciamenti del Tribunale. Quello di Terme è un compendio aziendale, e le differenze sono sia burocratiche sia giudiziarie. L’obiettivo era quello di escludere gli ex lavoratori di Terme, ma così facendo ci sono tutti i presupposti per sospendere un bando già viziato che porterebbe solo guai e immobilismo”. A dirlo è Carlo Carrillo, dirigente di Forza Italia di Castellammare di Stabia.
“Ci siamo concentrati prima di tutto sull’errore presente nel bando – ha continuato Carrillo – che consentirebbe il ricorso al Tar entro il 18 aprile affinché il bando venga sospeso. Ma non è tutto poiché esiste, ed è noto a tutti anche una vertenza lavorativa in corso tra Sint, che ha firmato l’avvio della procedura, e gli ex dipendenti della partecipata municipale fallita Terme di Stabia spa. Ma concentriamoci sul punto c) delle premesse del bando che parla dei ‘plessi immobiliari’ Nuove Terme, Antiche Terme, Hotel delle Terme e Caserma Cristallina. Ebbene ci sono ben tre pronunciamenti del Tribunale di Torre Annunziata che confermano che si è trattato di un errore che vizia, e pregiudica, l’intero iter appena iniziato. Il g
iudice delegato Vincenzo Del Sorbo con provvedimento del 22 luglio 2015 ha affermato che si tratta di compendio aziendale; il giudice delegato Valentina Vitulano con provvedimento del 4 febbraio 2016 ha parlato di compendio aziendale; il giudice del lavoro Stefania Basso con ordinanza n. 15892016 ha confermato che trattasi di complesso aziendale. La Sint, nel bando, ha praticamente negato tali circostanze. Tutto ciò per continuare a tenere lontani quegli ex dipendenti che per anni hanno donato passione e abnegazione nel loro lavoro in Terme di Stabia, e che ora vengono puntualmente dimenticati, anzi cancellati dalle istituzioni di questa città. Nei vari atti, compreso quello riguardante l’Hotel delle Terme, è stata eliminata anche la clausola sociale presente fino a poco tempo fa quando Sint ha provato più volte a vendere il complesso. In quei casi andati ‘a vuoto’ il principale indiziato era stato il costo eccessivo della struttura, non certo gli ex lavoratori. È necessario quanto prima interrompere il bando odierno facendo ricorso al Tar entro il 18 aprile prima che sia troppo tardi, azione che sembra gia stata posta in essere da un gruppo di lavoratori che, nella stessa serata di ieri pare stia valutando, con una nutrita equipe di avvocati, i profili di legittimità di questo “fantasioso” quanto inverosimile bando” ha concluso Carrillo.