E' stato condannato ad 8 anni di reclusione Santolo Martone. Si tratta del 41enne stabiese, ritenuto dagli inquirenti estorsore vicino al clan Cesarano. La sentenza di primo grado è stata emessa dai magistrati del tribunale di Torre Annunziata per fatti risalenti al 2015. In particolare, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, Martone fu mandato dai vertici della cosca con quartier generale al Ponte Persica a picchiare un imprenditore stabiese. Quest'ultimo, sarebbe stato responsabile di aver contratto un debito di 7mila euro con le persone sbagliate.
Il giovane imprenditore arrivò all'ospedale San Leonardo dopo aver riportato infortuni cosi gravi da subire l'asportazione della milza. Agli inquirenti raccontò di essersi fatto male in casa, ma invece le successive indagini acclararono che si trattò di un vero e proprio pestaggio. Il suo racconto dettato dalla paura, infatti, non convinse mai gli investigatori. In seguito ad ulteriori accertamenti, le forze dell'ordine scoprirono poi che a picchiare il 29enne imprenditore di Castellammare fu proprio
Santolo Martone, per motivi legati ad un debito non pagato. L'aggressore, dopo indagini durate circa un anno, fu arrestato dai carabinieri in esecuzione di un'ordinanza emessa dal tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Le accuse nei confronti di Martone sono quelle di estorsione e lesioni personali gravi, aggravate dal metodo mafioso. Ieri è arrivata la sentenza di primo grado che ha condannato il 41enne stabiese ad otto anni di reclusione.
Grazie alle accurate indagini, gli investigatori hanno poi scoperto che il debito di 7mila euro fu, m realtà, contratto dal padre defunto del giovane imprenditore. Una triste storia andata avanti tra varie minacce a tutti i componenti della famiglia del giovane stabiese. E cosi, secondo gli inquirenti, il pestaggio avvenuto nel 2015 nel centro cittadino era soltanto l'ultimo avvertimento lanciato dalla cosca di Ponte Persica nei confronti della famiglia del giovane imprenditore di Castellammare.
Adesso i legali del 40enne arrestato potranno ricorrere alla Corte d'Appello di Napoli.