«L’ennesima decisione raccogliticcia frutto di una gestione amministrativa senza idee e programmazione». E’ questo il pensiero del Partito Democratico di Castellammare di Stabia sul Piano Urbano della Mobilità le cui prime disposizioni sono state attuate da domenica scorsa.
«Allo stato – affermano dal PD - l’attuazione del nuovo piano della mobilità ha determinato un aumento delle già precarie condizioni della mobilità locale a danno dei cittadini e delle attività commerciali, mettendo in difficoltà finanche il delicato lavoro della Polizia Municipale. Siamo anche noi convinti che Castellammare, all’indomani del restyling della Villa Comunale e nella prospettiva che, tutti auspichiamo, diventi una città turistica, si debba dotare di uno strumento tanto necessario quanto indispensabile per accogliere i flussi veicolari che si riversano in città, limitando l’accesso a questi ultimi alle aree dedicate al passeggio ed al ritrovo».
Quello che tuttavia il PD contesta è «la mancanza di infrastrutture propedeutiche ad un nuovo piano traffico, in particolar modo la mancanza di parcheggi e l’assenza di u
na segnaletica all’avanguardia (lettori targa, varchi attivi ed ulteriori impianti di flusso e deflusso per accesso in città), elementi imprescindibili prima che si giunga all’attuazione del nuovo piano cittadino della mobilità». Come pure «la condivisione di tutti gli “attori interessati” a queste scelte, in primis i commercianti sia quelli dello shopping quotidiano sia quelli della movida notturna essendo entrambi le due facce della stessa medaglia».
«Ultimo aspetto – proseguono i dem stabiesi - non meno importante, la condivisione in Consiglio Comunale, laddove tutte le forze politiche nell’interesse comune avrebbero potuto dare il loro contributo, considerato che si tratta di un provvedimento che non ha natura squisitamente politica ma fortemente tecnica. Si azzeri tutto, si riparta dalle deficienze strutturali e di merito evidenziate. Invitiamo l’amministrazione Cimmino a fare un passo indietro. È solo degli stolti non ammettere di aver sbagliato. Lo si faccia nell’interesse di tutti . Si eviti di non fare un passo indietro, solo per salvare la faccia e il destino futuro, ormai già segnato, di qualche amministratore» hanno concluso.