'Fratielle e Surelle', la più antica tradizione stabiese, divide la città di Castellammare. Da questa notte, e per le restanti undici, i cittadini saranno svegliati alle 5 del mattino dalla consueta voce che invita tutti i fedeli a recarsi in chiesa per pregare l'Immacolata Concezione. A tutto ciò, però, si aggiunge anche lo scoppio di petardi mentre in alcuni quartieri si preferisce accompagnare il tutto con uno spettacolo pirotecnico (la prima, e l'ultima sera, sono presenti anche diverse bande musicali). E, anche quest'anno, non mancano le polemiche. Le coalizioni sono due: quelli a sostegno della tradizione e quelli, ovviamente, contrari. Ma il motivo di scontro non è particolarmente sulla cantilena tipica presente in ogni quartiere ma solamente sullo scoppio dei petardi che causano problemi a coloro che abitano ai primi piani dei palazzi o allo stesso livello della strada. E' opportuno ricordare che l'accensione di fuochi d'artificio o qualsiasi altro petardo, dopo un determinato orario (solitamente mezzanotte in inverno e l'una in estate), è vietata. Nel periodo
della dodicina dell'Immacolata, però, viene chiuso un occhio a favore della folkloristica tradizione popolare. Ma questo non viene accettato da alcuni cittadini, specialmente i non credenti. L'unicità di questa tradizione, a livello nazionale, è sentita come un orgoglio da molti stabiesi che deve essere tramandato di padre in figlio. Il paradosso è che la voce di 'Fratielle e Surelle' manca a coloro che non abitano più a Castellammare e viene in parte ostacolata dagli attuali residenti. La verità, ovviamente, sta nel mezzo ma sarà compito delle autorità riuscire a regolamentare il tutto per accontentare i cittadini. Oggi, quindi, in città non si parla d'altro con una divisione che è presente anche per quanto riguarda il famoso falò del 7 dicembre: non tutti sono d'accordo con il sindaco nel vietare i «fucaracchi» nei quartieri. L'Immacolata, come ogni anno, anche se segna l'inizio delle feste natalizie, e anche se rappresenta una delle tradizioni uniche e storiche della città di Castellammare, divide tutti gli stabiesi.