Ancora un permesso-premio per il killer del consigliere comunale Gino Tommasino. Tornerà prossimamente a trovare i suoi familiari Catello Romano, a cui è stato accordato un permesso straordinario in data ancora indefinita per recarsi in visita ai parenti. Si tratta della seconda volta in sei mesi per il 27enne killer che nel febbraio 2009 freddò Tommasino con tredici colpi di pistola mentre era in macchina sul viale Europa insieme al figlio. Nella precedente occasione, il 6 maggio 2017, Castellammare di Stabia fu letteralmente blindata per garantire la massima sicurezza di un'operazione che ha comportato la presenza di nu
merose volanti di polizia sul territorio. Convertitosi al buddhismo durante la detenzione, il giovane assassino non si è mai pentito per l'omicidio di Tommasino. I giudici della Corte d'Appello di Napoli nel mese di giugno 2016 hanno deciso di non condannarlo all'ergastolo, infliggendogli una condanna a 30 anni di reclusione per omicidio con l'aggravante del metodo mafioso, stessa pena del pentito Renato Cavaliere, ex reggente del clan D'Alessandro. Già definitive, invece, le condanne per gli altri due componenti del commando, Salvatore Belviso e Raffaele Polito, che stanno scontando rispettivamente 18 e 12 anni di reclusione.