Da questa sera Partito Democratico e “Liberi e Uguali” a Castellammare di Stabia sono più vicini. E’ il dato – che avevamo tra l’altro anticipato questa mattina - che emerge al termine di un’assemblea pubblica molto partecipata - organizzata proprio da quest’ultima - e tenutasi presso l'Elixir in Piazza Matteotti. In sala, fra gli altri, anche il segretario del PD Nicola Corrado e l'ex vicesindaco Andrea Di Martino.
Alla presenza dell'eruodeputato Massimo Paolucci , Laura Della Monica ha affrontato quelli che sono i problemi della città : la crisi di Fincantieri che da storico cantiere che ha varato la Vespucci si è ridotto a varare tronconi di navi; le terme , con il prossimo affido della gestione ai privati senza un vero piano industriale e senza tutela per i lavoratori; il commercio, con la disorganizzazione della viabilità e la farsa dei dehors che in questi giorni ha mortificato i commercianti.
«Le proposte per superare i problemi ci sono – ha detto la giovane politica - , ma ci vuole uno scatto di orgoglio e di coraggio della città. Basta con il riproporre le solite coalizioni che in 8 anni hanno portato a 3 scioglimenti del consiglio. Basta con lo strapotere dei signori dei voti e basta con le liste civiche che altro non sono che liste per interessi familistici. Noi proponiamo un sindaco libero che risponda solo alla città. Un consiglio comunale tutto nuovo che rappresenti la città. Una giunta ufficializzata prima perché non ci sia la logica delle spartizioni».
Quindi, l’apertura al PD, ma anche alle associazioni. «Siamo disposti a parlare con tutti – ha detto Della Monica - Siamo disponibili a formare un tavolo pubblico con i cittadini per scegliere insieme i candidati e il candidato a sindaco. Con un unico criterio: la trasparenza. Non si può tornare al voto senza che sia fatta chiarezza su chi ha determinato gli scioglimento del consiglio per interessi personali. Corriamo il rischio di ritrovarceli in consiglio, perché già si stanno mettendo d'accordo per formare liste con l'unico criterio di quanti voti hanno a disposizione».
Per Liberi e Uguali la ricetta, che ricalca quella di Corrado – è «apriam
oci alla città, resettiamo la politica dei social, dell'inciucio e diamo ai cittadini onesti e soprattutto ai giovani la possibilità di interessarsi e partecipare attivamente alla politica perché quelli che sono stati elencati come problemi sono tutte risorse per la città. Ma per far si che queste risorse tornino ad essere tali occorre che la buona politica rientri a Palazzo Farnese».
Fra i tanti che hanno illustrato le proprie idee anche il segretario cittadino del Partito Democratico. Nicola Corrado ha detto di ritenere «giusto e condivisibile l'iniziativa di aprirsi alla città. Bisogna però stare attenti al falso civismo che altro non fa che portare in consiglio comunale persone che pensano solo ai propri interessi. Per esser più forti bisogna però tornare a ragionare di politica, abbattere gli steccati ideologici, ripartire dall'unità della sinistra. Perché la sinistra non è una brutta parola se torna ad essere dalla parte dei più deboli, se torna a parlare del lavoro e ad indicare un futuro ai giovani. Sul balcone della nostra sede c'è uno striscione 'No alla camorra', quello è il nostro nemico, nemico dei giovani, dello sviluppo, della città».
Le conclusioni sono state affidate dell'onorevole Paolucci che ha parlato del triste record di scioglimento di tre consigli comunali in soli 8 anni. «Ma la storia di Castellammare non può essere mortificata così – ha tenuto a precisare - La crisi che ha colpito tutto il sud ha particolarmente colpito Castellammare. Ma le risorse di questa città – sottolinea Paolucci - , la sua posizione geografica, devono per forza di cose essere il volano del rilancio. Noi dobbiamo creare le premesse di eleggere un sindaco libero, non ricattabile. Quindi no ai carrozzoni con tante liste, no ai portatori di voti e di interessi dei singoli. Bisogna prendere l'impegno con i cittadini costruendo insieme il programma e scegliendo insieme il candidato sindaco con due qualità: attenzione ai problemi quotidiani e capacità di programmazione e che sia capace di mettere insieme le sinergie del territorio che va oltre i confini della città».
Paolucci ha poi concluso rispondendo a Corrado. «Siamo disposti a mettere in campo una alleanza progressista ma a condizione che si dia una netta discontinuità con il passato».