E' stata una giornata lunghissima per il Partito Democratico. Ieri, a circa quattro mesi dalle elezioni politiche disastrose per i Dem, si è tenuta l'assemblea nazionale che ha regalato molte sorprese ma anche molte conferme. Il reggente Maurizio Martina è stato confermato segretario del Pd ma fino a quando non si svolgerà il congresso nazionale con le primarie che decideranno il successore effettivo di Matteo Renzi. Fiducia a tempo quindi per Martina che è alla guida del partito dal 5 marzo e in uno dei periodi più difficili di sempre per la sinistra italiana. L'ex ministro all'Agricoltura, però, dovrà ricompattare il Pd che al momento è praticamente diviso come ampiamente evidenziato durante l'intervento di Matteo Renzi che ha suscitato l'ira di Paolo Gentiloni e Nicola Zingaretti.
Ma il Pd è da rifondare non solo a livello nazionale, ma anche nelle Regioni e nelle singole città. Le ultime elezioni amministrative lo hanno confermato: i Dem hanno perso in quasi tutte le roccaforti storiche della sinistra, tra cui Castellammare. Ed è proprio nella città delle acque che si tocca con mano la crisi del Pd che da ormai cinque anni è attraversato da divisioni e fallimenti politici (due amministrazioni comunali sciolte dopo due anni). L'ultimo ad ordine di tempo quello del 10 giugno quando poco più di 2mila eletto
ri (rispetto ai 6mila di due anni fa e i 3mila delle politiche) hanno deciso di dare la propria fiducia al Pd che così non si è assicurato neanche un posto al ballottaggio. Un pd che si era presentato agli stabiesi anche con una lista composta all'ultimo minuto e di soli 19 candidati.
Al momento i Dem non hanno una guida dopo le dimissioni di Nicola Corrado che era stato eletto solamente nel dicembre scorso. Per lui sei mesi di gestione prima di lasciare a causa della sconfitta, dura da digerire, del 10 giugno. Ieri, comunque, durante l'assemblea Pd sono stati annunciati congressi territoriali nel mese di settembre/ottobre per recuperare il rapporto con i cittadini. Di conseguenza, anche a Castellammare si dovrà eleggere un nuovo segretario ma prima dovranno essere risolte alcune contraddizioni interne. Alcuni membri dell'ex Direttivo erano vicini al segretario dimissionario Corrado, altri invece all'ex sindaco Antonio Pannullo e di conseguenza Mario Casillo (consigliere regionale). Divisioni che dovranno essere tenute in considerazione nelle prossime settimane quando si tornerà a discutere del congresso e di ricomposizione del partito stabiese. Intanto le elezioni europee si avvicinano e saranno un primo banco di prova non solo per il Pd ma anche per il centrodestra (che ora governa la città) e per il Movimento 5 Stelle, altro sconfitto nel turno elettorale stabiese.