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Castellammare - PD a pezzi, nel centrodestra è bagarre per una poltrona

Con un Partito Democratico a pezzi, logori nei rapporti interni ed esterni, la sensazione al momento è che alle prossime amministrative sarà corsa a due tra il Movimento 5 Stelle e la coalizione del centrodestra.

di Simone Rocco


   De Angelis - Cimmino - Di Nardo

Con un Partito Democratico a pezzi, logori nei rapporti interni ed esterni, la sensazione al momento è che alle prossime amministrative sarà corsa a due tra il Movimento 5 Stelle e la coalizione del centrodestra. Se è vero come è vero che a livello nazionale i grillini hanno fatto il pieno di consensi, affermandosi come il primo partito italiano, la storia insegna che a livello locale il discorso è completamente diverso. Qui entrano in gioco tanti fattori, tra tutti la conoscenza diretta delle persone candidate. Ecco, quindi, che alle comunali 2018 il centrodestra appare avere di nuovo una grande chance di vittoria, di conquistare la poltrona più importante di Palazzo Farnese dopo ben 8 anni. Era il marzo del 2010 quando, infatti, Luigi Bobbio – eletto da Forza Italia quale leader di una coalizione di 14 liste - ebbe la meglio sul sindaco uscente Salvatore Vozza.

Di questo ne hanno preso coscienza in tanti. Ecco perchè è partita la corsa a conquistarsi la candidatura nel centrodestra. E, meglio ancora, alla leadership della coalizione. Coalizione che potrebbe vedere l’aggregazione di diverse liste civiche, a partire da quella dei commercianti – se decideranno di scendere in campo – ma anche di alcune della stessa area civica, ormai in rotta con il PD, con o senza Pannullo. &nb

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Va veniamo al nodo principale da sciogliere. Chi guiderà il centrodestra alla conquista del Palazzo? Dopo aver corso praticamente da solo contro l’armata PD del 2016, Gaetano Cimmino ha puntato nuovamente i piedi. Vorrebbe essere ancora lui il candidato sindaco. Come due anni fa, anche questa volta a non essere d’accordo sarebbe Antonio Pentangelo (il portabandiera locale di Forza Italia) che vorrebbe invece affidare il ruolo di “premier” a Massimo De Angelis. Se intorno alla figura di Cimmino ci sono però diversi consensi, anche da parte di diverse civiche, nei confronti del farmacista invece l’appeal è nettamente inferiore. Che si verifichi, dunque, quanto recita un antico adagio? “Tra i due litiganti il terzo gode”. Chi è il terzo? Ma sicuramente Nello Di Nardo. E’ stato lui uno degli uomini chiave che ha portato alla sfiducia dell’ormai ex sindaco Antonio Pannullo, regista – nemmeno troppo occulto – dell’operazione che portò 14 consiglieri comunali nelle stanze di un notaio di Gragnano a firmare le dimissioni.

Se Atene piange Sparta non ride, si potrebbe dunque dire continuando ad utilizzare adagi popolari che si calano perfettamente in questo scenario politico in salsa stabiese. Di certo c’è che siamo solo all’inizio di una lunga, ennesima, campagna elettorale che farà emergere il bello, ma a questo punto è lecito dire il peggio, della politica locale.

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venerdì 16 marzo 2018 - 10:46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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