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Castellammare - Patto Fincantieri-Regione, è il giorno del faccia a faccia con i sindacati

Trapelano malumori tra i dipendenti del cantiere di via Duilio che ancora una volta saranno costretti ad accontentarsi della realizzazione di due tronconi di navi.

di rc


Protocollo d'intesa tra Regione e Fincantieri, l'accordo all'esame dei sindacati. Questa mattina i rappresentanti sindacali delle tute blu stabiesi si siederanno al tavolo a palazzo Santa Lucia dove chiederanno lumi sul patto raggiunto negli ultimi giorni tra l'ente regionale e il gruppo di Trieste. Trapelano malumori tra i dipendenti del cantiere di via Duilio che ancora una volta saranno costretti ad accontentarsi della realizzazione di due tronconi di navi, l'eventualità che avrebbero voluto scongiurare come già anticipato nelle scorse settimane. Di fatti i sindacati avevano chiesto un maggiore sforzo all'ad Fincantieri Giuseppe Bono per ottenere commesse di intere navi e assicurare lavoro alle maestranze per un lungo periodo. Invece per ora a conti fatti sul piatto ci sono solo due tronconi e l'impegno a far entrare lo stabilimento nel circuito del prossimo rinnovamento della flotta navale dei traghetti del trasporto pubblico locale.

"Con questo protocollo il cantiere di Castellammare rimane un tronconificio, lo stabilimento resta un sito di supporto ad altri ma non ha una sua missione produttiva e una sua prospettiva". È il commento di Antonio Santo

relli, responsabile della Fiom dell'area torrese-stabiese, sul patto siglato dal presidente della Regione Vincenzo De Luca e i responsabili della Fincantieri. "Questo ruolo di supporto può andare avanti fin quando i volumi produttivi del gruppo sono grandi ma poi se vi sarà un ridimensionamento al cantiere di Castellammare cosa succederà? Vogliamo e chiediamo una mission precisa, quale deve essere il futuro? Che tipo di navi deve essere costruito? Navi militari o altro?".

«Fincantieri ha rispettato i suoi accordi per l’equa distribuzione dei carichi di lavoro - ha ricordato Luigi Scarica, sindacalista della Failms - Più di così oggi non si poteva fare. Ma non basta. Bisogna chiarire cosa si deve fare ora per il cantiere in termini infrastrutturali, per i mezzi di movimentazione e per l’impianto. Il rispetto dei patti - sottolinea - non è accompagnato da un rilancio del sito. Oggi siamo un tronconificio in attesa di uno sviluppo che non conosciamo. Fincantieri sta vivendo un momento florido, ma se fra qualche anno non sarà così come la mettiamo? Il cantiere stabiese sarà sacrificato?».


giovedì 24 maggio 2018 - 06:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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