La recente vendita dell’ex complesso dei Salesiani, noto negli ultimi anni come Vesuvian Inn, ha riportato al centro dell’attenzione il tema della gestione e della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato di Castellammare di Stabia. Una questione che va oltre la singola operazione e che riguarda numerosi beni storici del territorio, molti dei quali da tempo in attesa di un progetto definito.
Il complesso degli ex Salesiani, aggiudicato all’asta giudiziaria nel luglio 2025 per circa 2,7 milioni di euro, rappresenta uno degli immobili più rilevanti per dimensioni e valore simbolico. Negli anni scorsi era stato al centro di un confronto politico che aveva coinvolto anche il Consiglio comunale, chiamato a valutare l’ipotesi di un eventuale acquisto pubblico. Con il passaggio definitivo a un soggetto privato, la vicenda giudiziaria si è chiusa, mentre resta aperta la questione della futura destinazione della struttura.
Il caso del Vesuvian Inn si inserisce in un contesto più ampio. Tra i nodi irrisolti figura quello delle Terme di Castellammare, per le quali sono stati stanziati circa 12 milioni di euro di fondi Pnrr destinati alla valorizzazione del complesso. Nonostante le risorse disponibili, a oggi gli interventi programmati non hanno ancora prodotto risultati concreti, e il rilancio delle storiche strutture termali resta un obiettivo da raggiungere.
r />Altri immobili di pregio attendono da anni una riqualificazione. Nel centro storico, diversi edifici versano in condizioni di degrado e l’area continua a essere interessata da interventi frammentari, senza un piano organico di recupero. Palazzo Pace e l’ex complesso delle Stimmatine rientrano tra i beni per i quali si susseguono, da tempo, ipotesi progettuali e annunci, senza che si sia arrivati a una soluzione definitiva.
Diversa appare la situazione di Villa Gabola, per la quale, dopo un lungo periodo di inattività, sono stati completati solo di recente gli interventi di recupero, segnando un primo passo verso la restituzione del bene alla fruizione pubblica, con la prospettiva di valorizzare anche il suo parco.
Nel panorama cittadino, l’esperienza più strutturata e riuscita di valorizzazione resta quella del Palazzo Reale di Quisisana. L’apertura del Museo Archeologico Libero D’Orsi nel 2020 e l’inserimento del sito nel circuito del Parco Archeologico di Pompei hanno consentito il recupero e la rifunzionalizzazione di un bene storico di grande rilevanza.
La situazione complessiva evidenzia come la città disponga di un patrimonio ampio e diversificato, ma ancora in larga parte in attesa di interventi capaci di garantirne una piena valorizzazione. Un tema che, anche alla luce delle recenti vicende, continua a occupare il dibattito pubblico e istituzionale.