È alta l'attenzione delle forze dell'ordine sugli esercizi commerciali in vista di Pasqua. La camorra in questi giorni infatti si attiva per riscuotere la prima delle tre rate che solitamente impone ai piccoli e grandi imprenditori, come testimoniato anche dall'inchiesta Olimpo del dicembre scorso. Gli affiliati dei D'Alessandro e dei Cesarano potrebbero entrare in azione fra i negozi stabiesi ed è per questo motivo che carabinieri e polizia sono a lavoro per monitorare il territorio. Purtroppo per combattere effettivamente il racket sarebbero necessarie anche le denunce dei commercianti ma al momento sono pari allo zero. Fra Castellammare e Gragnano le segnalazioni alle forze dell'ordine sono molto rare così come gli arresti. I militari stabiesi hanno fer
mato lo scorso anno tre esponenti dei D'Alessandro per essere stati beccati in flagranza durante la richiesta dell'estorsione, fra questi anche Nino Spagnuolo (per il quale la difesa ha chiesto l'incapacità di intendere e di volere). La presenza del Circolo della Legalità, al momento, non ha aiutato considerato che i commercianti sono ancora bloccati dalla paura. Che il pizzo a Castellammare si paghi, non è un mistero. Piccoli o grandi commercianti, tutti sono avvicinati dai clan stabiesi. Le ultime inchieste delle forze dell'ordine hanno scoperchiato il sistema delle estorsioni e mandato in carcere esponenti di spicco delle associazioni criminali di Castellammare. Ma la sensazione è che nulla sia cambiato, nonostante i 14 arresti del dicembre scorso.