La maggioranza fa la conta dei presenti e si ritrova monca. L’opposizione garantisce il numero legale per la votazione dei debiti fuori bilancio. Sono appena 12 i consiglieri di maggioranza presenti in occasione del voto per i provvedimenti all’ordine del giorno del consiglio comunale odierno, tra cui spicca il debito fuori bilancio da 2 milioni di euro per regolarizzare la questione relativa al Palazzo ex Stimmatine, un’opera mai neppure realizzata con annesso un bagno di sangue senza precedenti per i cittadini. A far venire meno il numero legale per la maggioranza sono stati i consiglieri comunali Alfonso Lucarelli e Rosa Esposito di Forza Italia e Annamaria Maiello del gruppo Solo per Castellammare, a cui si aggiunge Barbara Di Maio della Fondazione Dc, che da diversi mesi aveva annunciato il suo appoggio esterno all’amministrazione comunale. In aula sono rimasti cinque consiglieri di opposizione, che hanno assicurato la liceità della votazione per chiudere il cerchio rispetto alla vicenda delle Stimmatine, che fa riferimento ad una sentenza del 2010 che condanna l’ente comunale a versare quasi 2 milioni alla ditta Penzi per un “inadempimento colpevole” relativo al mancato versamento di un sal. Milioni spesi per un’opera incompiuta, per la quale occorre un ulteriore milione e mezzo di euro per la sua realizzazione. “A giudicare
saranno la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e la Corte dei Conti, a cui invieremo tutta la documentazione relativa al debito per la vicenda dei lavori al Palazzo delle Stimmatine, unitamente a dettagliata relazione da parte dell’ufficio legale dell’ente, evidenziando funzionari, dirigenti e amministratori che hanno seguito l’iter procedurale che ha dato origine a questo contenzioso” fa sapere il sindaco Gaetano Cimmino nella sua arringa che precede la votazione, elencando tutti i debiti fuori bilancio che il consiglio comunale ha dovuto approvare negli ultimi anni per errori del passato. “È assurdo che il sindaco e la maggioranza vengano a farci la lezione per una vicenda che li vede responsabili. Il sindaco era presidente del consiglio con Bobbio sindaco quando si è materializzato il danno” afferma il capogruppo di Italia Viva Andrea Di Martino, che si accoda alla richiesta del primo cittadino di “inoltrare subito le carte alla Procura della Repubblica”, parlando di “funzionari che oggi svolgono ruoli politici a sostegno della maggioranza”. Una vicenda che avrà dunque strascichi in tribunale, mentre il consiglio comunale approva il debito da 2 milioni con 16 voti favorevoli per stoppare un salasso che rappresenta una delle più grandi sconfitte della città nell’ultimo decennio.