«Ieri è stata presentata un’interpellanza parlamentare alla Camera dei Deputati per chiedere a gran voce maggiore trasparenza e legalità a Castellammare di Stabia, comune della provincia di Napoli da troppi anni vittima di un sistema malato e malavitoso, portatore di arresti e inchieste» ha dichiarato Carmen Di Lauro deputata del Movimento 5 Stelle e prima firmataria dell’interrogazione parlamentare.
«Un atto dovuto - spiega - , presentato insieme ai deputati del Movimento 5 Stelle della Commissione Antimafia e alla collega Teresa Manzo, dopo il continuo sciogliersi delle amministrazioni comunali stabiesi che negli anni non hanno fatto altro che gettare ombre sul territorio provocando continue crisi politiche. L’unico effetto di questa politica – continua Di Lauro - è stato l’aver inflitto una profonda ferita alla città. Nell'interpellanza inviata al Ministero dell'Interno si citano gli eventi che hanno segnato gli ultimi mesi di vita della realtà cittadina, con arresti e indagati a tutti i livelli istituzionali» conclude Di Lauro.
Secondo le relazioni periodiche della direzione investigativa antimafia a Castellammare di Stabia la mafia è particolarmente attiva: il sodalizio egemone rimane il clan D'Alessandro, a cui è collegato il clan Imparato, mentre nel Rione Santa Caterina è presente il sodalizio Cesarano. Nel 2009 venne chiesta dall'allora sindaco Salvatore Vozza una commissione d'accesso al comune di Castellammare dopo che il 3 febbraio dello stesso anno il consigliere comunale Gino Tommassino venne assassinato per strada. Il 5 dicembre 2018, a seguito dell'indagine «Olimpo», la polizia, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha eseguito 13 misure di custodia cautelare, di cui 9 in carcere e 4 ai domiciliari, e indagato 21 persone. Le indagini sono poi proseguite e a marzo 2019 sono stati emessi nuovi provvedimenti cautelativi.
«Nel corso delle elezioni comunali del 2018 - ricordano i parlamentari nella loro interrogazione - , sono state rivolte accuse di brogli elettorali, così come già successo in occasione delle elezioni comunali del 2016. In particolare, nel 2018 la campagna elettorale è stata turbata da ben tre inchieste relative a presunti brogli: una denuncia per pacchi alimentari in cambio dei voti e due indagini per schede elettorali fotografate». Ma non è tutto. I pentastellati ricordano anche che «un consigliere comunale di opposizione ha dichiarato la presenza di «anomalie sulla procedura adottata per eventi natalizi. [...] Il vill
aggio di Babbo Natale fu pubblicizzato prima ancora che la determina passasse in Giunta. È così per le luminarie, che furono installate prima che fosse assegnato il bando», mentre un altro consigliere di opposizione, durante la seduta del consiglio sulle variazioni di bilancio per 200 mila euro per pagare gli eventi natalizi, richiese e ottenne di conferire «a porte chiuse» rispetto a tali eventi, in cui dichiarò, prima che il pubblico venisse allontanato "Devo fare nomi e cognomi sulla questione Sint e termalismo"».
Ed ancora. «La guardia di finanza ha avviato un'indagine sulle procedure di assunzione di nuovo personale al comune, compresi quelli del concorso per l'assunzione di 21 dipendenti comunali, e sugli atti relativi all'affidamento di diversi appalti recentemente passati per l'ufficio lavori pubblici del comune».
Per tutto quanto esposto, quindi, agli esponenti del Movimento 5 Stelle «appare evidente il concreto rischio che vi siano o vi siano state infiltrazioni da parte della criminalità organizzata all'interno del comune di Castellammare di Stabia, tali da richiedere un immediato intervento da parte delle istituzioni». Chiedono quindi che lo Stato adotti «ove ne ricorrano i presupposti, le iniziative di competenza per lo scioglimento del comune di Castellammare di Stabia» oltre che «una verifica dei servizi ispettivi di finanza pubblica della ragioneria generale di Stato al fine di controllare la regolarità amministrativo-contabile del comune di Castellammare di Stabia».
Tutto ciò a poche ore dall'inizio del consiglio comunale chiamato ad approvare il Bilancio di previsione dell'ente stabiese.
«Gli ultimi eventi di cronaca sulla situazione stabiese ci impongono di intervenire al più presto da Roma per fare chiarezza, in quanto la vita politica locale, non può essere esposta a dubbi ed ombre – commenta Andrea Caso della Commissione Antimafia - sarà compito di Salvini e Tria promuovere le dovute iniziative. Come Commissione parlamentare assicuro la nostra attenzione al comune di Castellammare di Stabia affinché i cittadini siano tutelati nei propri interessi», conclude.
«Nessun cittadino deve accettare l’idea che la nostra democrazia venga infangata da eventi torbidi che gettano numerose ombre sulla regolarità delle elezioni comunali – dichiara Teresa Manzo , deputata del Movimento 5 Stelle - L'elettorato deve tornare ed esprimere liberamente il proprio consenso sulla base di programmi reali per il bene comune».