Una fondazione per la gestione del museo civico di Stabia. Questa è l’idea che l’amministrazione comunale ha in mente di attuare per dare il via alle attività mirate all’allestimento e all’organizzazione del museo che dovrà essere realizzato al secondo piano di Palazzo Reale a Quisisana. Un’opera che è stata già inclusa tra i progetti finanziati con fondi europei Pics, a seguito dell’Accordo di programma firmato dal sindaco Gaetano Cimmino il 9 dicembre 2019 con il governatore Vincenzo De Luca.
La Regione Campania, d’altra parte, ha ritenuto congrui e meritevoli di finanziamento i quattro progetti presentati dall’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, tra le prime a mettere nero su bianco sull’accordo che ha portato nelle casse comunali circa 12 milioni per la realizzazione di opere di notevole importanza per la rigenerazione del tessuto urbano e sociale della città. E in questo contesto rientra a pieno titolo anche il museo civico, per il quale è stato previsto un finanziamento da 1 milione e 200mila euro. Le procedure per la realizzazione del museo sono già in corso. E al momento è stato già individuato il progettista, un professionista di Firenze, che dovrà curare il progetto per la struttura del museo, che andrà a potenziare l’offerta culturale e turistica di Palazzo Reale, organicamente al Museo Archeologico Libero D’Orsi, inaugurato il 24 settembre 2020 dal sindaco Cimmino con il professore Massimo Osanna, all’epoca direttore del Parco Archeologico di Pompei ed oggi alla guida dei Musei italiani del Mic. Il progettista, tuttavia, dovr&
agrave; essere guidato nella selezione dei contenuti che andranno ad arricchire il museo, che sarà suddiviso in sezioni tematiche incentrate sulla letteratura, sulla pittura, sul teatro e sulla tradizione navale stabiese.
La delibera che regola la distribuzione potenziale delle aree tematiche risale al mese di marzo 2017, ma non si esclude un ulteriore aggiornamento, in accordo anche col Parco Archeologico di Pompei, per migliorare la proposta complessiva. Ma intanto la selezione delle opere potrebbe essere effettuata da un ente competente in materia. E a tal proposito l’amministrazione sta valutando l’ipotesi di affidare l’organizzazione del museo civico ad un fondazione, costituita da un patrimonio preordinato al perseguimento dell’obiettivo di definire l’organizzazione e l’allestimento del museo. Tanti sono i reperti attualmente nascosti negli archivi, nei depositi e negli uffici pubblici, in attesa di essere finalmente valorizzati come meritano. E tante sono le opere che altri enti o soggetti privati potrebbero mettere a disposizione del museo, per rafforzare l’impronta culturale made in Stabia del progetto.
Un progetto che renderà la Reggia di Quisisana un autentico gioiello di arte e cultura, in cui su diversi livelli si alterneranno due realtà museali e la Scuola di alta formazione della Pubblica amministrazione, che si appresta ad essere costituita al primo piano del palazzo borbonico, per accogliere studenti che diventeranno i professionisti del futuro. Infine, la storica colombaia andrà ad accogliere un caffè letterario, come previsto dal progetto del Parco Archeologico che si accinge a vedere presto la luce.