Sint in cerca di un advisor per predisporre il piano industriale finalizzato al rilancio del complesso del Solaro. Si è aperta oggi la procedura per la selezione dell'advisor che dovrà affiancare la Sint con lo scopo di generare un concept di strutture in funzione del mercato attuale e prospettico con annesso piano di sviluppo e valorizzazione anche tramite la ricerca di partner esterni previa formulazione di bandi pubblici.
L'advisor dovrà dotarsi di un gruppo di lavoro costituito da esperti del mercato di riferimento, oltre che di finanza, diritto amministrativo, societario e commerciale. Il bando include alcuni dettagli della collaborazione con l'advisor, che non percepirà alcun compenso nella prima fase, mentre nella ricerca di partner esterni verrà inserito nel bando un compenso per l'advisor legato al successo della procedura di ricerca. Pertanto l'advisor dovrà proporre nell'offerta economica un compenso che sarà elemento di valutazione per l'aggiudicazione della gara. Il compenso dell'aggiudicatario definitivo verrà inserito nel successivo eventuale bando per la ricerca di partner esterni e verrà corrisposto solo al buon esito di tale procedura.
Le offerte saranno valutate secondo una griglia di valori espressa in centesimi, che prevede un massimo di 64 punti per i contenuti del pi
ano generale delle azioni di advisoring, 24 punti per l'analisi del profilo del concorrente e 12 punti per l'offerta economica, e dovranno pervenire entro e non oltre le ore 17.00 del 27 luglio 2017 per poi essere successivamente valutate da una commissione di tre membri nominata dall'amministratore unico della Sint Biagio Vanacore.
Nel frattempo, il 26 giugno sarà verificata l'offerta pervenuta per l'area camper, che potrebbe essere aggiudicata alla cifra di 313mila euro (5mila in più rispetto alla base d'asta), che andrebbero ad aggiungersi ai 721mila per la vendita dei precedenti tre cespiti ritenuti non strategici per il rilancio del termalismo.
I tempi per rientrare nei parametri della riforma Madia, intanto, stringono sempre di più e la mole debitoria da 5 milioni di euro, per quanto ridotta dalle recenti vendite, resta comunque molto preoccupante. Lo spettro della liquidazione è tutt'altro che svanito e fa discutere l'opportunità di cercare un advisor dopo aver già avviato il piano di dismissione dei beni.
Il primo step per la stesura dell'atteso piano industriale si concluderà dunque fra poco più di un mese, ma il percorso di rilancio dell'ex complesso delle Nuove Terme è decisamente lungo e senza un supporto del Governo centrale difficilmente sarà praticabile.