Installate nei giorni scorsi le nuove panchine in villa comunale, nei pressi del tratto a ridosso di via Mazzini, ed è già polemica. La decisione dell’amministrazione comunale di incrementare i posti a sedere sul lungomare non è stata accolta con grande entusiasmo, soprattutto per la forma estetica delle panchine. «Hanno un pessimo aspetto e sono scomodissime – spiegano alcuni cittadini -. Si poteva fare sicuramente di meglio ma ormai siamo abituati alla mediocrità».
Sulle panche è stato inoltre stampato il simbolo del Comune di Castellammare. Peccato, però, che gli uffici abbiano indicato lo stemma sbagliato, quello che da anni si ritrova online e che spesso è stato inserito anche in atti ufficiali. Un errore che non è piaciuto all’amministrazione comunale di Gaetano Cimmino che ha chiesto lumi all’ufficio tecnico di Palazzo Farnese. Tuttavia l’installazione delle nuove panchine, nonostante le polemiche sulla bellezza delle stesse, era fondamentale soprattutto nel secondo tratto della villa comunale che, in estate, è anche quello pi&u
grave; riparato dal sole grazie la presenza dei tanti alberi presenti. Un riparo in più per i tanti stabiesi che si recano sul lungomare nei mesi più caldi dell’anno.
Inevitabilmente la questione delle panchine anima anche il dibattito politico. Tonino Scala, consigliere comunale di opposizione, ha criticato la scelta dell’amministrazione: «Non so chi le abbia progettate, non so nemmeno quale amministrazione le abbia pensate e partorite. Non mi interessa sapere nemmeno quale dirigente del mio comune le abbia avallate. Posso dire che non mi interessa nemmeno conoscere il costo? So solo che son brutte, ma brutte sul serio». «Questioni di gusto direte, vero. Non mi piacciano, sanno di cimitero, di loculo, di colombario. Non capirò nulla? Forse, ma... non mi piacciano e non ci posso far niente, è più forte di me. Meglio queste che niente? Avete ragione, ma possibile che in questa città ci si debba sempre accontentare? Me so scucciate! Ps anche il logo della città è sbagliato. Non le ho viste, sono ancora a lavoro, ma così mi han detto» conclude.