Cronaca

Castellammare - «Non si può più aspettare, ci vuole il lockdown»

Una richiesta che si leva da più parti. E Scala scrive al ministro Speranza.

di sr


«Non si può più aspettare, ci vuole il lockdown». Una richiesta che a Castellammare di Stabia si leva da più parti. Dai politici, di ogni schieramento, a tanti cittadini che oggi sono rimasti sbalorditi dalle immagini che abbiamo proposto. File di ambulanze all’interno del San Leonardo, con dentro ammalati Covid, e tantissima gente in strada che passeggiava beatamente come nulla stesse accadendo intorno a loro. L’ultimo appello è di Emanuele D’Apice, capogruppo della lista Cimmino Sindaco.

Il primo ad invocare il lockdown per la città è stato giovedì sera il sindaco Gaetano Cimmino, per questo pesantemente contestato dai commercianti che manifestavano in piazza Giovanni XXIII. L’appello alle istituzioni superiori del primo cittadino stabiese sono subito state seguite dai consiglieri comunali di minoranza Andrea Di Martino e Tonino Scala. Quest’ultimo ha anche scritto una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza. «La situazione in Campania è al collasso sanitario e non da oggi – ha scritto Scala - Ciò che sta accadendo in queste ore ha dell’incredibile. Uomini e donne in auto, in ambulanze pubbliche e private in fila per provare ad entrare in un ospedale per essere curati. Lo so, sta succedendo in molte parti del Paese, ma qui c’è qualcosa che non torna. Il bollettino che la Regione Campania ha diramato da meno di un’ora dice che i posti letto di terapia intensiva disponibili sono 590, quelli occupati 186. Ci dovrebbero essere, se la matematica non è un’opinione, ancora 404 posti da occupare. Stesso dicasi per i posti letto di degenza disponibili che sono 3.160, mentre quelli occupati 1.817.  Ci dovrebbero essere ancora a disposizione 1343 posti, sempre se so fare ancora una sottrazione. Ma i conti, mi duole dirlo, non tornano. E non parlo per le scene viste in tv, ma quello che vivo con le telefonate di amici che hanno qualche parente e/o conoscente in attesa, in mezzi di fortuna o ambulanze, per entrare in qualche nosocomio. A Castellammare poi, la mia città, la situazione non è per niente sotto controllo. In poco più di tre giorni sono morte tre persone che non son riuscite

ad avere le ambulanze per entrare in ospedale. No, non per mancanza di volontà, erano in fila con a bordo pazienti per entrare. Per non parlare del suocero di un caro amico che non vedendo arrivare gli uomini e le donne del 118 per le stesse ragioni, è stato accompagnato dai familiari con mezzi propri ed è morto in auto, mentre era in fila. Non aveva il covid. Sì Roberto, sì caro Ministro, si muore anche di altre malattie, purtroppo o per fortuna, ormai non ci capisco più niente. Non è da Paese civile ciò che sta accadendo, comprendo l’emergenza, unica nella sua complessità, ma se i posti ci sono secondo la Regione, di chi è la colpa di questo disastro? Dei medici che non fanno entrare pazienti creando a tavolino il caos, non è ben chiaro per quale motivo, per quale interesse? Oppure di chi dà i numeri al lotto? Anche qui, lo confesso, non ho ben chiaro per quale arcano motivo, se non per pura vanità. Credo che così non si possa continuare. Mi interessa poco lo scontro politico con chi governa oggi e non voglio nemmeno parlare di come ha governato ieri, ci saranno tempi e modi per farlo. Ora mi interessa che in questo lembo di terra si dia a tutti la possibilità di essere curati. Mi interessa che qui il diritto alla salute non diventi optional. In Campania bisogna fare qualcosa. Questo scontro tra istituzioni, i comuni che attaccano la Regione, la Regione che attacca il Governo è diventato un teatrino insopportabile, tanto più mentre la gente muore ed è in attesa di ricevere assistenza. Intervieni, ora, non domani, prima che sia troppo tardi. In che modo? Non sta a me dirlo, hai gli strumenti e le capacità per individuare le giuste soluzioni. So solo che serve innanzitutto serietà. Sì chiedere serietà a chi pensa che sia un gioco, a chi vomita parole a vanvera  e, qualora questa situazione dovesse reiterarsi, di esercitare financo i poteri sostitutivi che la Costituzione dà in momenti straordinari come quello che stiamo vivendo. C’è bisogno che qualcuno faccia cosa non si sta facendo. Non c’è più tempo Roberto, caro Ministro. Se non ora, quando?» ha concluso Scala.


domenica 8 novembre 2020 - 21:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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