“No alla smaterializzazione del processo, Si alla smaterializzazione della burocrazia”. E' la proposta avanzata da 11 avvocati penalisti, fra cui l'avv. Sergio Cola, firmatari di una importante richiesta legata ad una opportunità di cambiamento radicale della vita quotidiana degli avvocati penalisti stessi.
«Abbiamo proposto al nostro partito di farsi carico in parlamento delle seguenti proposte - spiega il consigliere comunale Ernesto Sica, tra i firmatari della proposta - 1) Il riconoscimento del valore legale delle comunicazioni tra gli avvocati e gli uffici giudiziari tramite la posta certificata e l’attivazione della firma digitale per il deposito di tutti gli atti previsti dal codice (istanze, impugnazioni, liste testimoniali, memorie, ecc…) che esenterebbe i difensori dal doversi recare costantemente negli uffici onerandoli dell’invio telematico di un file PDF. Questa prassi che è al momento in atto, si ribadisce, dovrebbe divenire una costante dell’offerta giudiziaria; 2) A ciò si aggiunga, inoltre, un’ulteriore possibilità operativa: l’accesso al fascicolo da parte del difensore tramite l’installazione di software, certificati dal Ministero della Giustizia, che consentano, a seconda della fase procedime
ntale e processuale, previo riconoscimento ed autorizzazione, di visionarlo ed eventualmente estrarre copia. Ad oggi è previsto soltanto, per i titolari di chiave digitale e soltanto per i Tribunali e le Procure convenzionate, l’accesso alle trascrizioni delle udienze dei fascicoli dibattimentali, con esclusiva facoltà di richiedere copia, e l’inoltro di richiesta ex art. 335 c.p.p.; 3) Fermo restando il rispetto della normativa vigente, e il ruolo fondamentale dei colloqui personali con i detenuti, si ritiene altresì opportuno consentire il permanere della possibilità, alternativa e su richiesta, per i difensori di fiducia di effettuare il colloquio con i propri assistiti, detenuti presso le case circondariali e di reclusione, attraverso lo strumento delle videochiamate con le modalità sperimentate durante questa fase d’eccezione. Detta misura consentirebbe di rafforzare il rapporto con il detenuto anche nei momenti “fermi” del processo».
«Ovviamente nel documento ribadiamo la ferma e ferrea contrarietà ad ogni tipo di smaterializzazione del processo penale» conclude precisando Sica.
Le proposte già sono in commissione giustizia grazie anche all'on. Carolina Varchi sempre attenta alla categoria.