Politica & Lavoro

Castellammare - Navi militari per l'Egitto. I sindacati Fincantieri: «Si allo sviluppo del lavoro, no alle polemiche»

Non vincolare gli interessi economici a quelli politico-giuridici. E’ questo l’appello lanciato dalla Fim-Cisl della Fincantieri

di sr


   La Nave Trieste in costruzione nel cantiere stabiese

Non vincolare gli interessi economici a quelli politico-giuridici. E’ questo l’appello lanciato dalla Fim-Cisl della Fincantieri di Castellammare di Stabia che commenta così le ultime notizie circa l’imminente conclusione dell’accordo tra il Governo italiano e quello egiziano per la fornitura di nuove navi militare allo Stato Nord Africano. In mezzo, la questione legata alla morte di Giulio Reggeni sulla quale, a 4 anni dal tragico evento, ancora non è stata fatta piena luce. Mentre restano 5 gli ufficiali egiziani iscritti nel registro degli indagati dai giudici di Roma.

«Lungi da noi entrare nei contorti meccanismi della politica estera nazionale – si legge nella nota della Fim-Cisl - , ma qualche considerazione va pur sempre fatta sia come cittadini che come lavoratori di Fincantieri. E di fronte ai limiti di una Nazione incapace di gestire razionalmente il suo ruolo di potenza regionale e industriale, due domande bisogna anche porle. Ma dove ci sta portando questa politica scellerata, senza contenuti, composta solo da becero populismo? Le polemiche esplose in parlamento, dopo che è emersa la volontà dell’Egitto di rivolgersi all’industria Italiana della difesa, alla nostra in particolar modo, per l’acquisto di navi militari, ci hanno lasciati di stucco. Co

me si può legare l’autorizzazione a questo grosso progetto, ad un fatto giuridico? La chiusura del contratto con il più grande stato NORD AFRICANO, sicuramente potrebbe portare a sviluppi di scenari ben più fiorenti, sia in termini economici che occupazionali. Ricordiamo che anche altre aziende, come ENI operano in quel territorio da molti anni. Fincantieri già da alcuni anni ha avviato su scala nazionale un piano occupazionale che non ha precedenti, e con la chiusura di nuove commesse darebbe quasi sicuramente al sito Stabiese l’occasione di costruire intere Navi militari, come già fatto per l’ammiraglia della MMI, nave TRIESTE. È doveroso e più che giusto, pretendere dal governo Egiziano che giustizia venga fatta e che la verità emerga sul caso Reggeni, ma pregiudicare commesse militari, indurrebbe l’Egitto a rivolgersi ad altri fornitori, non certo a limitare il potenziamento delle sue forze armate. Già in passato L’Egitto si è rivolto ad altri paesi per l’acquisizione di naviglio militare, perché buttare in acqua tale occasione? Pertanto facciamo appello alle forze politiche locali regionali e Nazionali affinché si impegnino allo sviluppo del lavoro e dell’economia, e no a sterili polemiche» ha concluso il sindacato.


venerdì 19 giugno 2020 - 08:26 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Politica & Lavoro