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Castellammare - Museo nella Reggia di Quisisana, Rubino tende la mano a Osanna: «Siamo pronti a firmare la convenzione»

«Da giugno abbiamo provato ad avere una interlocuzione con la Soprintendenza al fine di portare avanti un discorso sinergico anche rispetto ad alcune opere che intendiamo inserire nelle indicazioni progettuali per la redazione del master plan del Grande Progetto Pompei e per l'area di Varano da parte dell'Unità Grande Progetto».

di Mauro De Riso


«È bene ribadire con forza e determinazione che la volontà dell'amministrazione di Castellammare di Stabia è quella di destinare la Reggia di Quisisana quale sede del Museo Archeologico e della Scuola di Archeologia». Ad affermarlo è l'assessore ai Beni Culturali Pino Rubino, che ha assicurato la volontà di firmare in tempi stretti la convenzione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei, ponendo fine alla diatriba nata in seguito alle dichiarazioni del direttore generale Massimo Osanna, che sulle colonne del quotidiano “La Repubblica” aveva lasciato intendere che da parte del Comune non ci fosse l'intenzione di protare avanti il progetto, nonostante i continui solleciti della Soprintendenza.

«Dispiace leggere le parole di delusione del Soprintendente Osanna - prosegue Rubino -. Dispiace leggere, a mezzo interpretazione, che il Museo Archeologico non si farà perché il Comune non ha dato i locali alla Soprintendenza. Tale volontà è assolutamente ferma e non vi è stato alcun cambiamento progettuale o volontà politica che abbia modificato tale indirizzo. Anzi, siamo pronti dal mese di maggio a firmare la convenzione, tant'è che a partire dal mese di gennaio i nostri tecnici comunali in accordo con i tecnici della stessa Soprintendenza hanno definito e concluso la redazione del disciplinare tecnico per la suddivisione e gestione delle spese afferenti gli enti gestori dei diversi spazi, risolvendo problematiche tecniche e gestionali di particolare rilevanza, in accordo e in sintonia con i rispettivi uffici economici e legali. Abbiamo sempre palesato la nostra volontà di venire incontro a tutte le esigenze che ci sono state poste sui vari tavoli di discussione e proprio in occasione della definizione della stipula della convenzione, allorquando, da parte della stessa Soprintendenza si era palesata la necessità di destinare più spazi della Reggia anche alla Scuola di Archeologia, abbiamo subito dato la piena e totale disponibilità a rivedere l'ubicazione di alcune sezioni del Museo Civico, nel frattempo deliberato in consiglio comunale, e di restringere l'utilizzazione del complesso ad un indirizzo più prettamente archeologico, indirizzando le sezioni museali verso altre sedi. Allo stesso modo, quando nel mese di giugno si è palesata l'esigenza di utilizzare i depositi della Reggia da parte della Soprintendenza, abbiamo accolto con immediato favore tale esigenza, mettendo a disposizione anche tutte le risorse e la tecnologia disponibile».

Rubino non nasconde un pizzico di amarezza per un dialogo interrotto ormai da quattro mesi. «Da giugno abbiamo&

nbsp;provato ad avere una interlocuzione con la Soprintendenza al fine di portare avanti un discorso sinergico anche rispetto ad alcune opere che intendiamo inserire nelle indicazioni progettuali per la redazione del master plan del Grande Progetto Pompei e per l'area di Varano da parte dell'Unità Grande Progetto, al fine di accelerare il processo di valorizzazione del nostro patrimonio archeologico e culturale - sottolinea Rubino -. Così come, dall'inizio del mese di settembre, ho chiesto un incontro col Soprintendente per definire le modalità operative per poter reimpiegare il residuo dei fondi, erogati nel corso del 2011 da parte della stessa Soprintendenza, in possesso del Comune per dare inizio e concretezza, seppur per stralcio funzionale, al progetto del Visitor Center a suo tempo iniziato dalla Fondazione RAS e mai completato». L'assessore si riferisce, in particolare, alla costruzione del Visitor Center per l'accesso a Villa San Marco, con realizzazione di un'area parcheggio per bus, shopping center, sala conferenza e convegni, book shop e area per la vendita e la valorizzazione dei prodotti locali.

«Questi chiarimenti, queste precisazioni sono dovute ai cittadini stabiesi - conclude Rubino -, a tutti coloro i quali hanno contribuito nell'arco dei diversi anni a consentire che si realizzasse tale opera, a tutti coloro i quali si impegnano, anche su posizioni e modi diversi, affinché la città di Castellammare di Stabia rientri in un percorso di normalizzazione e di riqualificazione, di un sensibile miglioramento della qualità della vita e si creino, finalmente, le condizioni e le opportunità per chi voglia investire nel settore della cultura e del turismo, un binomio cardine del futuro cittadino. Questo chiarimento, infine, è dovuto al prof. Osanna, col quale si è condiviso un lungo percorso che ci ha visto fortemente coinvolti ed entusiasti al raggiungimento di un risultato di portata storica per la città e rispetto al quale si procederà con ancora più forza e determinazione. A tal fine, evitando inutili e sterili polemiche, comunico che già ieri mattina mi sono recato presso gli uffici della Soprintendenza per interloquire con il Soprintendente e i suoi stretti collaboratori per comunicare l'immediata disponibilità alla firma della convenzione per gli spazi del Museo Archeologico. Appena conclusa la fase di rimodulazione degli spazi del Museo Civico, si procederà per la Scuola di Archeologia. Pertanto, in attesa del rientro del Soprintendente, temporaneamente fuori sede, il sottoscritto provvederà ad informare la città dei prossimi e imminenti sviluppi».

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giovedì 19 ottobre 2017 - 15:28 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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