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Castellammare - Museo alla Reggia, «non si possono perdere i finanziamenti»

Il comitato per gli Scavi di Stabia lanciano un appello a non abbandonare la strada del dialogo.


   Reggia di Quisisana

Un appello a non abbandonare la strada del dialogo e un invito a stringere i tempi. “Sulla vicenda del museo archeologico di Stabia a Quisisana e della Scuola di archeologia – dicono Eugenio Carpio e Maria Cristina Napolitano del direttivo del Comitato per gli Scavi di Stabia – la nostra organizzazione, fondata da Libero d’Orsi nel 1950, ritiene che non si possa abbandonare la strada del dialogo. Con pazienza Soprintendenza di Pompei e Comune di Castellammare di Stabia tornino a parlarsi, senza dimenticare il cammino fatto, evidenziando le cose che restano ancora da fare per dare finalmente una sede degna alla collezione dell’Antiquarium stabiano aperto da d’Orsi nel 1959 nei locali della scuola media Stabiae e chiuso nel 1997 per una decisione sbagliata. La città non può perdere ora la disponibilit

à del Ministero dei beni culturali a investire competenze e risorse per riaprire il museo. Si mettano da parte incomprensioni e si realizzi il sogno di Libero d’Orsi e di generazioni di stabiesi, dotando la città di una fondamentale infrastruttura culturale e turistica: questo può avvenire solo concentrandosi ora sull’obiettivo di aprire il Quisisana, bene comunale, destinato altrimenti all’abbandono: per il Comitato resta questa la priorità. Allo stesso tempo, la discussione sulla valorizzazione degli scavi di Stabiae non può che partire da due principi: lotta all’abusivismo edilizio, con la demolizione dei manufatti illegali, e definizione dell’area del Parco archeologico di Varano, secondo chiare direttive scritte e dettate degli enti pubblici e delle istituzioni pubbliche”.


venerdì 20 ottobre 2017 - 08:08 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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