Ancora nessun vaccino per una coppia di anziani stabiesi. Lui, 82 anni è affetto da neoplasie vescicale e gli è stato diagnosticato un tumore alla prostata di grado 10 (il massimo) lo scorso febbraio. Lei, 81 anni, ha l’Alzheimer. Entrambi si sono registrati lo scorso 7 febbraio sulla piattaforma della Regione Campania per richiedere il vaccino. Eppure, nonostante abbiano diritto a un trattamento prioritario, rientrando di norma nella categoria delle persone con “elevata fragilità”, non sono stati chiamati per la somministrazione della prima dose del vaccino Anti-Covid-19. L’uomo, ci racconta il figlio, si sottopone tutti i giorni alla radioterapia a Villa Stabia. Suscitano particolare preoccupazione anche le condizioni della madre: tutte le stime, comprese quella dell’OMS, affermano che il Covid-19, se contratto da un paziente affetto da una forma di demenza, può avere spiacevoli conseguenze.
In seguito a una serie di solleciti, dopo tre settimane, tre infermieri, di cui una dottoressa, sono giunti presso la loro abitazione per vaccinarli, ma hanno ritenuto opportuno non farlo, perchè i due necessiterebbero di essere vaccinati presso una struttura ospedaliera sotto stretta sorveglianza. Oltre al danno, anche la beffa: «Vista la situazione degli ospedali –ci racconta il figlio-, papà doveva essere operato alla vescica lo scorso anno verso marzo, ma vista la sit
uazione COVID, è stato operato a settembre. Dimesso, aveva continui problemi ad urinare. Dopo una serie di controlli, a febbraio scorso gli è stato diagnostico il tumore alla prostata. Di grado 10 il max, ciò significa che se lo porta appresso da diversi mesi. Lui è stato operato presso il reparto di urologia ma nessuno ha controllato la prostata. Insomma, situazione paradossale.» Conclude dicendo: «Mi piacerebbe capire i criteri di selezione di chi viene vaccinato. Non posso accettare che nei vaccinati ci siano i cosiddetti caregiver o altre persone che scavalcano la cosiddetta fila. Se esiste un ordine/priorità delle persone da vaccinare, si deve procedere alla copertura totale di vaccinazione per queste categorie, per poi passare alle altre. Si chiamano criteri e vanno rispettati. Mi giungono voci, da fonti attendibili, che ci perdiamo in quisquilie burocratiche e in sceriffi di giornata che rimandando indietro gente convocata alla vaccinazione e presente sulla piattaforma sindacando sul cosa, sul chi, sul se è fragile e se ha diritto o meno. Questo non fa altro che creare entropia in un processo di per sè complicato. Fermo restando la piena fiducia in chi oggi, si trova a gestire una situazione complicata, mi piacerebbe una maggiore chiarezza. Tutto qui. Chi è ultraottantenne ed è fragile ha diritto ad essere vaccinato. Ha la priorità assoluta. Dopo vengono gli altri.»