«Sindaco, la invito a farsi trovare alle 18.30 ai caselli autostradali e farmi compagnia fino a casa». Lo scrive una donna sui social, ed alla nostra redazione, mentre è in auto, in coda, sulla statale sorrentina paralizzata in direzione Sorrento mentre ritorna a casa dal lavoro. Ma è un invito che in moltissimo rivolgerebbero al primo cittadino stabiese in questo momento. Anche se, c’è da dirlo, il povero Cimmino è vittima egli stesso di questa situazione. Certo, poteva far sentire maggiormente la voce dell’amministrazione comunale sui tavoli con l’Anas e gli altri sindaci della penisola sorrentina quando fu stilato il calendario dei lavori. Ed ancor di più quando questo, senza un reale apparente motivo, sono stati fermi per oltre un mese.
Ed è proprio su quest’ultima considerazione che la signora si sofferma. «Premesso che sono favorevole alle attività di manutenzione di ponti, strade, marciapiede o qualunque altra cosa soprattutto quando la mancanza di queste attività può arrecare danno alle persone. Ma mi chiedo: I lavori al viadotto San Marco sono stati rimandati lo scorso mese perché, e posso anche capire, i comuni della costiera si sono lamentati del mancato arrivo dei turisti. Ne deriva quindi che non sono lavori particolarmente urgenti. Sarebbe stato grave laddove lo fossero stati sospenderli per ragioni puramente economiche. Perché allora non rimandarli direttamente in primavera quando magari la gent
e può muoversi più facilmente a piedi, con il motorino..?!? Possibile non poter alternare il senso di marcia e far defluire il traffico diversamente?». Quesiti può che giustificati che meriterebbero delle risposte. Risposte che però difficilmente arriveranno. Chi dovrebbe rispondere?
Ecco quindi l’invito. «Caro sindaco, la invito volentieri a farsi trovare alle 18.30 nei pressi dei caselli autostradali e di farmi compagnia nel tragitto per arrivare a casa. La invito volentieri a fare con me ogni sera un percorso alternativo. Ad uscire a Pompei, a Scafati, a Torre. Ad andare per il Petraro, per Marina di Stabia, per Varano, per il raccordo o per qualunque altra strada. La invito ancora più volentieri a farlo in una serata di pioggia quando la maggior parte delle strade di cui sopra sono tutte allagate. La invito volentieri a farmi compagnia in queste DUE ore di macchina».
«Nulla di personale – precisa - ma non posso credere che non ci sia una soluzione. Non posso credere che debba essere così fino a Natale. Si immedesimi nei panni di noi comuni mortali che siamo costretti a dover fare queste traversate oceaniche tutte le sere. Le auguro una buona serata, io ovviamente resto qui in macchina, nel traffico, ferma».
E sono proprio queste ultime riflessioni che devono suonare come un allarme: cosa accadrà quando tra pochi giorni, poche ore, arriverà la pioggia? Tutti in auto, tristemente, nervosamente, in coda.