Un'altra bomba esplode all'interno della maggioranza. Eduardo Melisse ha rassegnato le dimissioni da presidente del consiglio comunale, un fulmine a ciel sereno che rischia di minare nuovamente gli equilibri di un'amministrazione comunale già reduce da una crisi politica che ha messo seriamente in dubbio la permanenza del sindaco Antonio Pannullo a Palazzo Farnese. Melisse, dal canto suo, getta acqua sul fuoco, spiegando che le sue dimissioni sarebbero legate esclusivamente a motivi di natura personale. «Mi sono dimesso perché non riuscivo a gestire contemporaneamente tutti i miei impegni. - spiega Melisse - La mia professione e la presidenza della fondazione architetti mi impediscono di dedicare il tempo necessario allo svolgimento dell'incarico di presidente del consiglio comunale, un ruolo che avrei mantenuto soltanto nella consapevolezza di potermi dedicare a tempo pieno. Non c'è alcuna rottura con la maggioranza e continuerò a votare ogni provvedimento valutandolo n
el pieno rispetto della città». La decisione di Melisse, tuttavia, giunge tre giorni prima di un consiglio comunale molto delicato, nel corso del quale sarà posta al vaglio dell'assise la delibera salva-Sint insieme al piano industriale della partecipata comunale. La complessità della materia avrebbe indotto Melisse a proporre di accogliere le istanze della maggioranza, rinviando il consiglio di qualche giorno per studiare la delibera. Una posizione che non sarebbe piaciuta al capogruppo del PD Francesco Iovino, con cui ieri sera lo scontro si sarebbe accentuato al punto da spingere Melisse a dare le dimissioni con una lettera protocollata stamattina alle ore 8.40. Al posto dell'architetto, dunque, la presidenza del consiglio passa momentaneamente al suo vice Salvatore Ercolano, ma intanto per l'amministrazione comunale si preannunciano tre giorni infuocati in vista di un consiglio comunale che potrebbe costituire uno spartiacque per il destino del sindaco e della maggioranza.