Anche Castellammare si prepara per la ripartenza dei suoi scavi archeologici.
Alla conferenza stampa dello scorso 26 maggio, il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, ha annunciato la riapertura, prevista per il 9 giugno 2020, di Villa San Marco e di Villa Arianna.
Martedì 9 è infatti la seconda fase di ripartenza degli scavi, in cui riapriranno anche le aree periferiche del parco archeologico: Stabiae, Oplontis e Boscoreale.
L'emergenza sanitaria, che ha coinvolto il nostro paese, ha fatto si che vi fosse un cambiamento nel modo di progettare e sviluppare il turismo culturale. L'obiettivo per quest'anno, pensato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è quello di incentivare i viaggiatori italiani a visitare il nostro paese, e sviluppare un turismo diffuso su tutto il territorio nazionale, predi
ligendo i borghi meno noti e le arre cosiddette periferiche. Nell'ambito di questo progetto, rientrano anche le Ville di Stabiae, insieme ad Opontis e Borscoreale.
L'intento, descritto dal direttore Osanna, è quello di dare maggiore spazio e visibilità a questi siti di straordinaria bellezza, purtroppo poco conosciuti rispetto a Pompei. Fra le ipotesi, volte a favorire la visita dei siti periferici, c'è la proposta della chiusura di Pompei per un giorno a settimana. Inoltre, già da tempo, la sopraintendenza sta lavorando per far si che l'alta velocità raggiunga Pompei, e da lì partano delle navette elettriche per Stabiae, Oplontis e Boscoreale.
Come per Pompei anche per le Ville di Stabiae sono previste rigide misure di sicurezza, con entrate contingentate, flussi scaglionati, percorsi a senso unico ed un numero minimo di visitatori.