"No" secco dell'Organismo Straordinario di Liquidazione del Comune di Castellammare alla richiesta di Marina di Stabia di essere inserita nella massa passiva dell'Ente. I vertici dell'azienda avevano chiesto 1 milione e 500mila euro per oneri di costruzione ritenuti non dovuti e chiedeva la restituzione entrando nel gruppo di creditori di Palazzo Farnese. L'istanza è stata protocollata nel lontano 2014 e solo adesso riceve una risposta dall'Osl che sta analizzando tutte le pratiche pervenute e valutando la possibilità o meno di essere inserite nella massa passiva. E' stato quindi avviato un controllo incrociato anche con l'ufficio legale del Comune di Castellammare il quale ha evidenziato che «la realizzazione del "porto turistico" costituisce un "unico progetto" tra l'altro finanz
iato con fondi a carico del Contratto d'Area Torrese-Stabiese e come tale suscettibile di oneri di restituzione in caso di mancato completamento». Di conseguenza, eventuali restituzioni non devono essere richieste a Palazzo Farnese ma ad altri Enti.
Arriva quindi il parere negativo dell'Osl e del Comune di Castellammare che evita un pagamento sicuramente salato. La cifra richiesta da Marina di Stabia era da capogiro ma fortunatamente per Palazzo Farnese era del tutto infondata, come dichiarato dall'ufficio Urbanistica e ufficio legale. Tuttavia la società che detiene il porto turistico al momento ha la possibilità di presentare ricorso al Tar entro 30 giorni o ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni. La partita quindi potrebbe essere ancora in corso.