«Il nostro obiettivo è la tutela di Castellammare di Stabia e la salvaguardia di uno dei suoi asset più importanti: il marchio delle Terme di Stabia. In quest'ottica, fedeli alla linea della operosità silenziosa, abbiamo già contattato il commissario prefettizio per un incontro al fine di sondare insieme tutte le possibili soluzioni». A dirlo sono i deputati Annarita Patriarca (Forza Italia); Marco Sarracino (Pd) e Gaetano Amato (M5s). «Al di là delle appartenenze ideologiche o di partito – concludono i parlamentari – l'impegno comune è di tutelare un grande patrimonio, qual è quello delle Terme stabiesi, sia agevolandone l'acquisizione del marchio da parte dell'Amministrazione comunale sia sviluppando altri percorsi che consentano la valorizzazione di un brand noto in tutt'Italia che rappresenta un vanto e un valore aggiunto per tutta la comunità».
Medesimo appello arriva dai "Democratici e Progressisti" di Castellammare di Stabia. «Chiediamo alla Commissione Straordinaria di valutare con attenzione questa situazione e di predisporre gli atti per acquisire al Comune il marchio.
La chiusura e la successiva devastazione delle Terme rappresentano una ferita per la nostra comunità; sono vicende che, insieme allo scioglimento del C. Comunale per infiltrazioni camorristiche, hanno scosso la fiducia che la città possa riuscire a superare le attuali difficoltà e fatto crescere la critica nei confronti delle forze politiche - dicono - In quest
i mesi però, pur tra contraddizioni e scelte da correggere, sono state avviate iniziative che potrebbero aprire nuove prospettive di ripresa: l’attenzione per la tutela delle nostre sorgenti, anche grazie a iniziative di associazioni, cittadini e nelle istituzioni, l’avvio della progettazione per il recupero delle A. Terme sulla base delle risorse previste nel CIS, la stessa acquisizione dell’Acetosella nella previsione di riprendere l’attività d’imbottigliamento. La realizzazione del Nuovo Ospedale, grazie all’intervento della Regione si è impedito che i beni fossero svenduti e/ o finissero in mano alla criminalità, ci racconta di una soluzione, di un rimedio – la chiusura delle Terme rimane comunque un fatto grave - utile per migliorare la sanità nel nostro territorio. Il 23 gennaio, tra pochi giorni, si terrà la nuova udienza per la vendita del nostro marchio, noi pensiamo che sia indispensabile che il Comune presenti l’offerta per evitare che, il marchio, in mano a privati, possa essere usato per le più diverse attività. Quello delle Nuove Terme è un marchio importante sia per completare con quest’ulteriore tassello le iniziative in atto per l’imbottigliamento e quella per la riapertura delle A. Terme, che per ipotizzare soluzioni, ne dovrà discutere la città, per rilanciare l’area di proprietà del Comune del
Parco dei Cigni, della mescita e del Centro Congressi» concludono.