L'indotto di Fincantieri non deve morire, non deve chiudere definitivamente. E' questo l'obiettivo dell'amministrazione Pannullo, ma anche della Regione Campania e del Ministero dei Trasporti. Proprio per questo, dopo aver dirottato lavoro a Castellammare fino al 2019, si sta cercando una nuova strada che possa garantire occupazione allo storico cantiere stabiese. Nel corso dell'incontro che si è tenuto ieri a Roma, si è parlato soprattutto della possibilità di riqualificare a Castellammare la flotta traghetto regionale che, al momento, presenta molte difficoltà. L'obiettivo sarebbe quindi quello di creare una collaborazione tra il Ministero e la Regione, e la stessa società Fincantieri, per dirottare nell'indotto lavori di questo tipo. Il motivo? Castellammare non ha il bacino di carenaggio e di conseguenza non può occuparsi della costruzione delle grandi imbarcazioni, come per esempio quelle della Marina Militare. Ciò significa che nell'indotto stabiese arriveranno sempre piccole com
messe, magari più costanti rispetto al passato ma non ci saranno più i grandi lavori che invece si realizzeranno negli altri cantieri italiani. Riorganizzare la flotta traghetto, però, potrebbe essere un punto di partenza importante visto che garantirebbe lavoro per molti anni ma la decisione finale dovrà essere presa sempre alla Regione Campania. L'ultima parola spetta, infatti, alla Conferenza Stato - Regioni che è in agenda nei prossimi mesi e sarà proprio in quella occasione che si conoscerà il futuro dell'azienda stabiese. La società italiana guarda finalmente al futuro con nuovi occhi: il periodo di crisi sembra essere passato come testimonia anche l'entusiasmo che l'amministratore delegato Bono lascia trasparire dalle sue dichiarazioni. Se negli altri indotti, però, arriveranno le grandi commesse, Castellammare dovrà accontentarsi, almeno per il momento, del rinnovo della flotta traghetti. Con la speranza che questo non porti ad una riduzione del personale.