Cronaca

Castellammare - Manifestazione pro-gazebo, tutti in piedi all'esterno del bar. Rischio licenziamento per decine di lavoratori

La questione dell'occupazione del suolo pubblico, tra l'altro, ha rappresentato uno degli argomenti principali dell'incontro a Palazzo Farnese tra il commissario prefettizio e i rappresentanti delle forze politiche.

di Mauro De Riso


Tutti in piedi all'esterno di un noto bar della movida stabiese per sensibilizzare il Comune in merito alla necessità di portare a compimento in tempi brevi la vicenda spinosa dei gazebo. Sono trascorse quasi due settimane dal blitz dei vigili urbani e della polizia di stato per intimare ai titolari dei locali del lungomare lo smontaggio dei dehors entro 24 ore. Ma nel frattempo la conclusione anticipata dell'amministrazione Pannullo ha reso ancor più complessa una vicenda su cui la stessa amministrazione non aveva brillato per solerzia. I titolari di bar e ristoranti, infatti, speravano di collegare il vecchio regolamento al nuovo senza dover ricorrere allo smontaggio dei gazebo, circostanza venuta meno all'alba del 5 febbraio, quando le forze dell'ordine hanno posto sotto sequestro le strutture esterne di una quindicina di locali del lungomare. Ma, nonostante la richiesta di autorizzazione (a pagamento) rivolta al Comune, l'ufficio tecnico avrebbe declinato la proposta, ritenendo da prassi lo smontaggio prima di chiedere nuovamente l'autorizzazione all'installazione dei dehors. E così quattro bar hanno presentato ricorso al Tar di Napoli contro il Comune in seguito al blitz di polizia di stato e vigi

li urbani, tra l'altro avvenuto a dispetto di cifre a quattro zeri che i commercianti avrebbero investito a vuoto per le autorizzazioni, mentre i commercianti hanno deciso di avviare iniziative di sensibilizzazione sul territorio. La necessità degli spazi esterni coperti è essenziale non solo per incrementare l'attività commerciale, ma anche per dare sostentamento a decine di famiglie. Ciascun bar, infatti, garantisce impiego a numerosi dipendenti, alcuni dei quali potrebbero essere licenziati in assenza dei gazebo a causa degli introiti ridotti e della minor mole di lavoro da gestire. La questione dell'occupazione del suolo pubblico ha rappresentato uno degli argomenti principali dell'incontro a Palazzo Farnese tra il commissario prefettizio e i rappresentanti delle forze politiche. Il commissario Cupello ha assicurato che nei prossimi giorni insisterà per accelerare i tempi per ottenere il parere della Soprintendenza, il cui eventuale responso positivo sui modelli unificati previsti dal nuovo regolamento rappresenterebbe la chiave di volta per l'entrata in vigore del provvedimento approvato il 27 novembre scorso e per l'installazione dei gazebo per 10 mesi consecutivi a partire dal 20 marzo.


venerdì 16 febbraio 2018 - 15:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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