Il maltempo che ha colpito Castellammare di Stabia tra venerdì notte e sabato riaccende il dibattito sulla sicurezza del territorio e, in particolare, sul dissesto idrogeologico. A intervenire sono il Partito Democratico e Democratici e Progressisti, con due comunicati che, pur partendo dalla stessa emergenza, pongono l'accento su aspetti differenti: da una parte la necessità di accelerare gli interventi e sbloccare risorse già stanziate, dall'altra l'urgenza di cambiare approccio, mettendo la prevenzione al centro delle politiche per il territorio.
Democratici e Progressisti richiamano le criticità che, negli anni, hanno interessato il Centro Antico, le attività del Porto e la strada statale, sottolineando come le emergenze si siano estese anche a via Acton, già interessata dagli interventi per la messa in sicurezza del belvedere e dalle problematiche legate alla Colonia Ferrovieri.
Nel mirino del movimento finiscono soprattutto i ritardi nell'attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico sui versanti del Monte Faito. Nel comunicato viene ricordato il finanziamento da 10 milioni di euro previsto dalla Deliberazione CIPE n. 8/2012 e dall'Allegato 1 all'Accordo di Programma del 12 novembre 2010, relativo alla «Sistemazione idrogeologica di alvei torrentizi ed opere idrauliche sui versanti di Monte Faito nel Comune di Castellammare di Stabia incombenti sulla via Panoramica Sorrentina».
«È una vergogna», attaccano i Democratici e Progressisti, evidenziando che sono trascorsi 14 anni dallo stanziamento delle risorse. Il movimento ricorda inoltre che già nel 2022 si evidenziava come l'aumento dei costi avesse ridotto la capacità del finanziamento originario, ritenuto sufficiente soltanto per alcuni interventi, tra cui quelli sugli alvei Rivo Sciuscelle al Cognulo e Rivo Piazza Grande-Castello.
Secondo quanto riportato nel comunicato, sarebbe stata quindi necessaria un'integrazione di 13 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbero ulteriori 10 milioni per gli interventi sulla strada panoramica e sugli alvei portuali, compresa la strada per Faito.
«Dal 2022 sono trascorsi altri quattro anni», sottolineano i Democratici e Progressisti, contestando il mancato avvio delle opere nonostante, a loro dire, la progettazione completata avrebbe consentito di procedere con la gara. Il movimento auspica che la disponibilità annunciata dalla Regione a intervenire si traduca ora negli atti necessari
e chiede al presidente della Regione Campania Roberto Fico di mettere in campo un progetto e le risorse per realizzare gli interventi ritenuti necessari.
Al centro della proposta anche il ruolo del Parco dei Monti Lattari, che secondo Democratici e Progressisti dovrebbe vedere ampliate le proprie competenze anche alla tutela del bacino sorgentizio. Il Faito viene indicato come una risorsa ambientale e turistica da tutelare e valorizzare, in una prospettiva che tenga insieme la prevenzione del rischio, la crisi ambientale e lo sviluppo dell'offerta turistica.
Su un piano diverso, ma con la stessa attenzione alla prevenzione, interviene il Partito Democratico. «Il dissesto idrogeologico in una città come Castellammare non è un'emergenza, purtroppo è l'ordinario», afferma il partito, chiedendo un cambio di prospettiva: «Occorre passare dalla mentalità della protezione civile alla centralità della prevenzione civile».
Il PD sottolinea che gli interventi non possono limitarsi alla fase successiva agli eventi calamitosi e, ricordando che fortunatamente non si sono registrate vittime, definisce l'ondata di maltempo e le conseguenze sul territorio come un ulteriore segnale della necessità di un intervento pubblico immediato.
La proposta avanzata dal Partito Democratico è quella di convocare un tavolo con le forze politiche, associative e sindacali per affrontare il tema della cura del territorio cittadino. Un confronto che, nelle intenzioni del partito, dovrebbe partire dall'analisi concreta delle condizioni della città e dalle priorità sulle quali intervenire.
In questa direzione è stato annunciato anche un seminario aperto sullo stato della città, in programma lunedì alle 17 nella sede del PD.
Due interventi politici, dunque, che tornano a porre il dissesto idrogeologico tra le questioni centrali per Castellammare. Da una parte la richiesta di sbloccare risorse e opere attese da anni, con particolare attenzione ai versanti del Faito e agli alvei; dall'altra la richiesta di costruire un metodo permanente di prevenzione e di coinvolgere le diverse realtà cittadine nella definizione delle priorità.
Il maltempo degli ultimi giorni ha così riportato in primo piano una questione che a Castellammare si trascina da anni: quella della sicurezza del territorio e della capacità delle istituzioni di trasformare finanziamenti, progetti e annunci in interventi concreti.