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Castellammare - L’elenco dei dipendenti della nettezza urbana nelle mani della commissione d’accesso

Gli ispettori indagano sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Al vaglio tutti i dipendenti di A Due Tecnology, le assunzioni effettuate e le eventuali anomalie gestionali anche antecedenti al 2018, per comprendere se ci sono state infiltrazioni della criminalità organizzata.

di red


La gestione del servizio di nettezza urbana finisce nel mirino degli ispettori. La commissione d’accesso, che si è insediata lo scorso 26 maggio presso il Comune di Castellammare di Stabia, ha chiesto l’elenco di tutti gli operatori attualmente in capo alla società A Due Tecnology, che detiene il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. L’obiettivo degli ispettori, a quanto pare, consiste nell’indagare su eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione del servizio e nelle assunzioni che nel corso degli anni sarebbero state effettuate presso la società, che gestisce il servizio dal 1 febbraio 2017.

Il consiglio comunale già nell’estate 2018 aveva approvato un ordine del giorno per chiedere l’adozione di criteri chiari per le assunzioni degli stagionali, attingendo alle short list. E intanto aveva istituito una commissione di inchiesta per comprendere se la gestione del servizio fosse regolare o se vi fossero anomalie da chiarire. In più occasioni l’ex assessore Gianpaolo Scafarto aveva minacciato la

risoluzione del contratto con Am, prevedendo anche sanzioni per alcune irregolarità riscontrate nel servizio di raccolta. Ma le indagini degli ispettori potrebbero allargarsi anche ad un’epoca precedente all’attuale amministrazione, dato che la commissione, pur indagando sugli atti prodotti da giugno 2018 ad oggi, ha la facoltà di segnalare alle Autorità competenti eventuali anomalie riscontrate anche in relazione ad un periodo antecedente.

Uno scenario tutto da chiarire, rispetto al quale al momento la situazione è piuttosto fluida, anche se il monitoraggio del maggiore Scafarto, componente della giunta tecnica, ha rappresentato per l’amministrazione una sorta di garanzia rispetto alla legalità nella gestione di un servizio essenziale per l’ente. Al vaglio della commissione ora ci sono tutti gli atti prodotti nell’ultimo triennio. Un lavoro certosino per valutare se ci sono state o meno infiltrazioni all’interno dell’attività amministrativa. E, vista la mole di atti prodotti dal 2018 ad oggi, non si esclude una proroga fino a fine novembre.


lunedì 12 luglio 2021 - 16:53 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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