Il fischio finale è arrivato oggi per l'uomo che, prima di riempire i campi di calcio della Serie A e della Nazionale con il talento di un'intera generazione di fenomeni, aveva riempito le menti dei giovani con i versi della poesia e il rigore della filosofia. Castellammare di Stabia si risveglia orfana di Salvatore Esposito, per l’intera comunità semplicemente «Turiello». Un lutto profondo che colpisce una delle figure intellettuali e umane più stimate e benvolute della città, capace di coniugare una profonda cultura accademica a un viscerale amore per le proprie radici stabiesi.
Ex docente di Filosofia nei licei e apprezzato autore di liriche, Esposito era stato un calciatore in gioventù, trasformando quella passione sportiva in un vero e proprio Dna familiare. Un testimone passato prima al figlio Agostino e, successivamente, esploso ai massimi livelli calcistici grazie ai suoi tre nipoti: Salvatore, Sebastiano e Pio Esposito. Per l'anziano
professore, vedere i tre ragazzi scalare i vertici del professionismo e vestire la maglia azzurra della Nazionale era diventato il coronamento di un sogno e il motivo di massimo orgoglio, condiviso sempre con discrezione e profonda dignità.
I tre fratelli Esposito, oggi icone del calcio italiano e simboli del riscatto sportivo della scuderia stabiese, perdono la loro guida più saggia, il mentore che ha saputo insegnare loro come il pallone richieda prima di tutto testa, cuore e rispetto. La notizia della sua scomparsa ha immediatamente fatto il giro del panorama sportivo e culturale della Campania. Parenti, amici, ex alunni e semplici cittadini avranno modo di stringersi attorno alla famiglia domani mattina. Le esequie solenni si terranno alle ore 12:30 a Castellammare di Stabia, presso la chiesa dello Spirito Santo in piazza Fontana Grande, per l'ultimo saluto a un uomo che ha saputo scrivere la storia della città con la forza delle parole e la traiettoria di un pallone.