Luci spente per protestare contro il caro bollette che sta affliggendo le imprese del territorio. Un’ampia fetta di negozianti stabiesi ha deciso di premere l’interruttore del proprio esercizio commerciale per spegnere le luci a mezzogiorno. Una contestazione pacifica, che ha avuto luogo stamattina per 15 minuti nei negozi del centro, allo scopo di sensibilizzare le istituzioni in merito all’imminente crisi economica connessa alle “bollette pazze” di luce e gas, i cui effetti rischiano di mettere in ginocchio numerose realtà imprenditoriali e centinaia di famiglie del territorio. Le conseguenze della pandemia, d’altra parte, sono ancora evidenti per diversi settori che hanno rischiato di finire al collasso dopo due anni di sofferenze. Ed ora i rincari connessi alla guerra, con l’aumento dei costi delle materie prime e soprattutto l’incremento registrato sulle bollette di luce e gas, rischiano di mandare sul lastrico decine di realtà commerciali i cui titola
ri stanno iniziando a fare enorme fatica a sbarcare il lunario. E d’altra parte gli effetti collaterali della crisi si registrano già con l’aumento del prezzo del pane, della pasta e di numerosi generi di prima necessità: un incremento divenuto necessario per attutire almeno in parte le spese notevoli a cui stanno andando incontro i commercianti e i piccoli e medi imprenditori, le categorie maggiormente oppresse da una crisi che appare senza via d’uscita. E così è stata l’Ascom Confocommercio - e il suo presidente Johnny De Meo - a dare il via all’iniziativa di protesta per unire la voce dei commercianti stabiesi al coro unanime che risuona in tutto il Paese. Occorre un intervento immediato del Governo nazionale per imprimere una svolta sul tema più caro agli italiani in questo momento storico in cui l’impennata dei costi sta mettendo al tappeto migliaia di famiglie e sta dando vita ad una nidiata di nuovi poveri su tutto il territorio nazionale.