Lotta ai datterari: imprenditori, professionisti e vip alimentano il mercato nero della pesca del dattero. La guardia costiera di Castellammare, da mesi impegnata nella lotta ai predoni del mare, sposta il tiro verso i clienti dei datterari. “Sono tutti schedati” ha ammonito la Capitaneria di porto che ha rivolto l’appello proprio ai consumatori. L’obiettivo è chiaro: se non ci sono più ordinazioni per il prelibato quanto vietato mollusco bivalve anche l’attività dei datterari si blocca. Ora nel mirino finiscono anche i clienti vip dei datterari stabiesi. Infatti nell’ultima operazione i militari della Capitaneria di porto, guidati dal comandante Guglielmo Cassone, e il nucleo di polizia giudiziari ha pizzicato proprio due imprenditori stabiesi molto noti in città e in tutto l’hinterland vesuviano dopo aver due chilogrammi di datteri da un pescatore di frodo. Datteri di mare molto probabilmente già ordinati precedentemente. I militari stabiesi dopo aver seguito un pescatore di frodo, volto già noto, hanno atteso che si concretizzasse l’acquisto. E così dopo aver osservato due imprenditori stabiesi E.G. ed E.P., molto noti in tutta l’area vesuviana, acquistare i datteri di mare sono entrati in azione
. I due imprenditori sono stati fermati mentre uno di loro era intento a scegliere la migliore qualità di pasta da sposare con i datteri di mare all’interno di una attività commerciale del centro cittadino. Aperto il bagagliaio del suv su cui viaggiavano i due imprenditori vip i militari, diretti dal comandate Guglielmo Cassone, hanno scoperto una busta di plastica con all’interno circa due chilogrammi di datteri insieme ad altri mitili e tartufi di mare. Insomma era tutto pronto per degustare un pranzo a base di prodotti di mare ed invece i due imprenditori si sono ritrovati nella caserma di Largo Incrociatore San Giorgio dove sono stati identificati e denunciati alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per vari reati tra cui danneggiamento ambientale e ricettazione. Stessa sorte per il pescatore di frodo che poco prima aveva venduto i datteri di mare ai due imprenditori, per lui è scattata l’ennesima denuncia all’autorità giudiziaria. Secondo le indagini della polizia giudiziaria dietro il “sistema” dei datterari, che vendono il prelibato frutto di mare a 100 euro al chilo, c’è la regia dei clan di camorra che vista la domanda crescente avrebbero fiutato l’affare datteri di mare per incrementare i guadagni.