Cronaca

Castellammare, loculi e ossari occupati abusivamente: blitz dei carabinieri al cimitero

La Procura di Torre Annunziata apre un’inchiesta dopo la denuncia di una cittadina. Acquisiti registri e documenti negli uffici del camposanto di via Napoli: si indaga su possibili falsificazioni e trasferimenti illegittimi delle concessioni


Un’inchiesta giudiziaria sulle presunte occupazioni abusive di loculi e ossari scuote il cimitero comunale di Castellammare di Stabia. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per fare luce su una vicenda che potrebbe andare oltre il singolo caso denunciato da una cittadina e coinvolgere la gestione delle sepolture e delle concessioni cimiteriali.
Nella mattinata di ieri, mercoledì 4 novembre, i carabinieri della Compagnia di Castellammare, su delega dell’autorità giudiziaria, hanno effettuato un blitz negli uffici della direzione del camposanto di via Napoli. I militari hanno acquisito una consistente documentazione, passando al vaglio registri d’archivio, pratiche amministrative e atti relativi alle concessioni.

La denuncia e la scoperta choc
L’indagine è partita dalla denuncia presentata da una donna stabiese di 43 anni che, accompagnata dalla madre anziana, si era recata al cimitero per fare visita alla sepoltura di famiglia.
Davanti al loculo, regolarmente concesso dal Comune diversi anni prima, le due donne hanno trovato una situazione sconvolgente: al posto del nome del proprio familiare compariva quello di un’altra donna, deceduta pochi mesi prima e del tutto sconosciuta alla famiglia.
La sepoltura risultava occupata da una salma estranea, mentre la titolare della concessione non avrebbe mai autorizzato alcun trasferimento o subentro.

Il sospetto di documenti manomessi
La richiesta di chiarimenti agli uffici cimiteriali avrebbe fatto emergere un elemento particolarmente inquietante. Nel fascicolo originale della concessione conservato nell’archi

vio sarebbe stata individuata una modifica manoscritta: il cognome della famiglia originaria risultava cancellato con una penna blu e sostituito con quello della nuova intestataria.
Secondo quanto denunciato, i legittimi concessionari non avrebbero mai firmato atti di rinuncia, cessione o trasferimento del loculo.
Un dettaglio che ha spinto la donna a rivolgersi ai carabinieri, chiedendo di accertare come sia stato possibile modificare la destinazione della sepoltura e, soprattutto, che fine abbiano fatto i resti del proprio familiare.

L’inchiesta punta a fare chiarezza
Gli investigatori stanno ora esaminando la documentazione acquisita per ricostruire i passaggi amministrativi e verificare eventuali irregolarità nella gestione delle concessioni.
Tra gli aspetti da chiarire ci sono le modalità con cui sarebbe avvenuta l’occupazione del loculo, l’eventuale alterazione degli atti e la possibile esistenza di altre situazioni analoghe all’interno del cimitero.
L’ipotesi investigativa è che il caso possa non essere isolato e che eventuali responsabilità possano riguardare anche la gestione e il controllo degli spazi cimiteriali.
Al momento, tuttavia, si tratta di accertamenti in corso e non risultano responsabilità definitivamente attribuite.

La Procura dovrà stabilire se quanto emerso sia riconducibile a una singola vicenda amministrativa oppure a un sistema più ampio di occupazioni illegittime di loculi e ossari. Un’indagine delicata, che tocca non soltanto la regolarità degli atti pubblici, ma anche il rispetto della memoria e della dignità dei defunti.

Castellammare - Va al cimitero dopo un anno e trova il suo loculo occupato da un’altra salma: scatta la denuncia


giovedì 5 novembre 2026 - 09:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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