Scafati scrive una pagina memorabile della propria storia sportiva. Al PalaFlaminio di Rimini, la Givova conquista con pieno merito la promozione diretta in Serie A al termine di una gara intensa e combattuta, risolta nei possessi finali ma sempre condotta dai campani, dalla palla a due fino alla sirena.
È il coronamento di una stagione straordinaria: nove vittorie consecutive e dodici successi nelle ultime tredici partite, numeri che certificano la solidità e la continuità del gruppo guidato dal capitano Bruno Mascolo. Al suono finale esplode la festa, con oltre 400 tifosi al seguito e la soddisfazione del patron Nello Longobardi.
Mascolo, leader tecnico ed emotivo, è stato il simbolo di questa cavalcata vincente. Nell’estate del 2025, dopo la retrocessione in Serie A2, la sua scelta di tornare a Scafati appariva controcorrente. A 29 anni, con esperienze consolidate in massima serie e un recente passato da protagonista a Treviso, il playmaker stabiese avrebbe potuto continuare ai vertici del basket italiano.
Ha invece scelto di tornare a casa. Una decisione spiegata dallo stesso Mascolo in un messaggio pubblicato sui social: «Nello sport professionistico c’è una regola non scritta: non si scende mai di categoria quando si è all’apice della propria carriera. Ma ci sono momenti in cui contratti, blasone e gerarchie passano in secondo piano. Subentra una questione
di sangue».
Un richiamo forte alle proprie radici. Castellammare di Stabia, sua città natale, dista pochi chilometri da Scafati: un legame territoriale che ha inciso profondamente nella scelta. «Quando nell’estate del 2025 la Givova Scafati ha bussato alla mia porta, la logica suggeriva di dire no. Eppure ho detto sì», ha aggiunto il capitano.
La società gli ha affidato subito responsabilità e leadership, consegnandogli la fascia e un obiettivo chiaro: riportare immediatamente il club in Serie A. Missione compiuta.
Non è la prima volta che Mascolo firma un’impresa del genere. Già nel 2021 fu decisivo con Tortona, realizzando il canestro della promozione contro Torino in Gara 5. Cinque anni dopo, la storia si ripete, con il playmaker ancora protagonista nei momenti chiave.
Durante la stagione ha preso per mano la squadra nelle fasi più delicate, dimostrando di essere un giocatore fuori categoria per la Serie A2. Leadership, visione e personalità hanno fatto la differenza.
Scafati torna così in Serie A dopo un solo anno di purgatorio, sostenuta da un gruppo compatto e da un capitano che ha scelto la via più difficile. «Ho scelto la pressione, le aspettative, il sudore e la responsabilità di essere profeta in patria», ha concluso Mascolo. Una scommessa vinta. E un ritorno che sa di casa.