Una lite familiare sfociata nel sangue e nel terrore. Emergono nuovi inquietanti dettagli in merito alla violenta diatriba tra padre e figlio in via Don Bosco, nel rione Savorito. Il 40enne G.N., colpito al fianco e alla scapola con due coltellate, è un pregiudicato agli arresti domiciliari, con diversi precedenti legati allo spaccio di droga, e attualmente si trova ricoverato in gravi condizioni presso il reparto di rianimazione dell'ospedale San Leonardo, dove i medici lo tengono in stato di coma farmacologico in seguito al delicato intervento chirurgico a cui è stato sottoposto in ragione delle ferite riportate. Sono stati alcuni parenti ad accompagnare l'uomo al pronto soccorso, senza neppure avvisare il 118, ma la polizia ha fiutato l'anomalia ed è subito sopraggiunta per indagare sulla vicenda. Gli agenti del commissariato hanno così interrogato svariati potenziali testimoni per ricostruire i dettagli e la cause di una lite che contiene ancora troppi risvolti misterio
si. Le versioni fornite agli inquirenti da parte della madre e della sorella del ferito più grave non combaciano e questo ulteriore intoppo complica ulteriormente le indagini. Il più giovane dei due protagonisti, intanto, rimane sedato presso il nosocomio stabiese, ma non sarebbe in pericolo di vita, mentre il padre, A.N., 61 anni, è stato dimesso dall'ospedale con otto giorni di prognosi, avendo riportato una ferita da taglio alla testa. L'ipotesi più accreditata lascerebbe intuire che il violento litigio sia scaturito da ragioni di carattere economico e gli inquirenti stanno restringendo il cerchio per giungere alla soluzione di un intricato enigma, coperto da un velo di omertà. All'esterno dell'abitazione del figlio, inoltre, sono state rinvenute tracce di sangue e una mazza da baseball, il che potrebbe aprire nuovi scenari e definire un quadro ancor più variegato e inquietante di una vicenda a tinte fosche consumatasi tristemente nella periferia stabiese.