Ha deciso di scrivere al sindaco Gaetano Cimmino per ritardare la liquidazione della Sint o quantomeno ascoltare i pareri del consiglio comunale. Tonino Scala (LeU) ci prova ed ha deciso di inviare una lettera al primo cittadino di Castellammare per esporre il suo pensiero e tentare di convincere Cimmino ad un nuovo rinvio. «Caro Sindaco, nel mio intervento in aula sulle linee programmatiche da lei presentate, le avevo chiesto la convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc su vicenda Sint - spiega l'ex candidato sindaco -. Nella replica non c’è stata da parte sua alcuna risposta in merito. Entro questa settimana dovrebbe essere convocata l’assemblea dei soci senza che il consiglio comunale sia stato coinvolto. Poiché trattasi di decisione importante e vitale per il presente e il futuro del termalismo, della città e del suo patrimonio immobiliare, le chiedo, prima di qualsiasi assemblea che dovrà assumere decisioni vitali per la vita della società che detiene il patrimonio delle terme, dove lei, per i poteri che la legge le affida, prenderà risoluzioni rilevanti in nome e per conto della città, il coinvolgimento del Consiglio Comunale, delle parti sociali, dei lavoratori delle terme e della Sint e della stessa città».
«Pertanto le chiedo altresì, di concerto con il neo eletto presidente
del consiglio comunale e i capigruppo, di convocare l’assise cittadina. Questo anche alla luce di un emendamento approvato in Commissione Affari costituzionali del Senato presentato dalla maggioranza di governo, con il quale si rinvia al settembre 2019, da settembre 2018, il termine entro il quale le amministrazioni pubbliche dovranno dismettere le spa giudicate inutili o in perdita» continua Scala.
L'assemblea dei soci per la Sint, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere convocata per il prossimo 8 agosto quando poi sarà decretata la messa in liquidazione del complesso termale. Scala, comunque, ci prova e conclude: «Lo slittamento potrebbe essere utile per una riflessione in merito a tale decisione. Ho apprezzato il passaggio nel suo intervento in aula, dove ha riproposto l’importanza della c.d. “Amministrazione Condivisa”. Non sarebbe un bel gesto, al primo momento utile, disattendere un impegno preso innanzi ad associazioni, consiglio e città. Sindaco, la presente nota è scevra da ogni polemica o strumentalizzazione, ma è un modo per ricordarle, che è un atto d’obbligo farsi dare un mandato esplicito e chiaro da parte del consiglio comunale su un importante atto. È quella la sede nella quale lei è tenuto a presentare le linee di un progetto di rilancio del termalismo».