La chiamo l'involuzione della microcriminalità. I furti nell'area stabiese hanno cambiato obiettivo. Dalle auto e motorino, si è passati ai pomodori, poi alle uva e le zucche. Ora persino i broccoli, le arance e le patate sono finite nella lista della spesa dei ladri. Le campagne dell'area stabiese sono sempre più al centro delle razzie di ignoti. E in tempi di crisi economica, anche la frutta e gli ortaggi diventano preziosi come l'oro. Lo sanno bene alcuni contadini di Castellammare (residenti nelle periferie), Gragnano e Pimonte, che nelle ultime settimane sono stati vittime di furti a raffica. Nel mirino dei nuovi ladri sono finiti anche degli attrezzi agricoli, ma il bottino più ampio sta nei campi. I raid, verificatisi tutti di notte, hanno interessato l'area al confine tra Castellammare e Gragnano e la zona nord di Pimonte, nella frazione Resicco. "Le denunce sono ancora poche - afferma una vittima stabiese dell'ondata di furti - perché spesso chi subisce il danno ritiene che per qualche chilogrammo di patate e per qualche arancia non valga la pena sporgere denuncia, ma i casi sono ormai tanti. Nei campi - continua - furti di attrezzature e atti vandalici ci sono sempre stati, ora però siamo esasperati perché stiamo assistendo impotenti a vere e proprie razzie che vanificano il lavoro riducendo parte del reddito di chi coltiva per professione e mortificando gli sforzi di chi lo fa per hobby o consumo familiare". Chi rastrella le campagne stabiesi non si comporterebbe nemmeno da vandalo, distruggendo ciò che trova sulla propria strada. I ladri infatti, come confermato dalle stesse vittime dei furti, prendono con criterio i prodotti della terra stando bene attenti a non causare altri danni, "probabilmente sono intenzionati a ripassare per il prossimo raccolto". Non desta sorpresa quindi la decisione di qualche agricoltore di restar
e a dormire la notte nei casolari di campagna, magari con il fuoco acceso per proteggersi dal freddo. Del resto, che i campi fossero presi di mira per atti di vandalismo o per cercare zone buie e poco frequentate di sera per dilettarsi in passatempi proibiti non è una novità. Che però si derubino gli ortolani delle produzioni è un fenomeno nuovo, che fa pensare. "Chi si accontenta di rubare qualche chilogrammo di frutta e ortaggi - fanno sapere i produttori - forse lo fa per fame o per disperazione. In un contesto di crisi economica generale, si può pensare anche a questa ipotesi". Segno della crisi, dunque? Probabile, ma resta il fatto che quest'allarme rappresenta un danno anche per chi commercializza i prodotti locali, costretti a cambiare fornitori, semplicemente perché vengono a mancare. In attesa di tempi migliori, così, l'unica soluzione per gli agricoltori resta fare da piantoni, anche la notte. Intanto questo fenomeno fa crescere l'allarme microcriminalità in tutti i comuni dell'area stabiese. Ad aumentare le preoccupazioni dei cittadini sono stati gli ultimi episodi, come ad esempio la rapina alla gioielleria Naclerio di Agerola o i vari scippi nei confronti di donne indifese a Gragnano, che hanno spinto le forze dell'ordine a intensificare i controlli. E anche le istituzioni sono corse ai ripari. Sia a Castellammare che a Gragnano, infatti, sono stati attivati da qualche settimana i nuovi sistemi di videosorveglianza. L'obiettivo? Monitorare 24 ore al giorno tutti i quartieri delle due città. Un sistema che, soprattutto a Castellammare, ha già consentito ai carabinieri di concludere brillantemente due operazioni: l'arresto di un estorsore sul santuario della Madonna della Libera e la denuncia di due falsi finanzieri nei pressi dell'ufficio postale, intenti a truffare gli anziani che riscuotevano la pensione.