Il primo cittadino aveva annunciato che i negozi sarebbero rimasti aperti fino alle 23.00, ma molte serrande erano abbassate
Proseguono le polemiche attorno alle celebrazioni dell’Immacolata a Castellammare di Stabia, con l’ultima critica sollevata dall’ex presidente del Consiglio Comunale, Emanuele D’Apice. In un post su Facebook, D’Apice ha attaccato l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, mettendo in discussione l’organizzazione della serata denominata “Notte della Luce”. “Il Sindaco – scrive D’Apice - ha annunciato con il sottofondo dell'Aida che ‘i negozi sarebbero rimasti aperti fino alle 23.00’. Per cui nasce spontaneo chiedersi: come mai, contrariamente a quanto disposto dal primo cittadino, le serrande sono rimaste abbassate? Ma esisteva veramente un accordo con i Commercianti? E nel caso fosse stato veramente sottoscritto questo fantomatico accordo, per quale motivo i Commercianti hanno deciso di disattendere questo accordo?”.
L’annuncio di un’apertura straordinaria fino alle 23, inserito nel cartellone pubblicizzato dal Comune e collegato all’evento “Shopping in città”, non sembra aver trovato riscontro in un accordo scritto tra il sindaco e i commerciant
i. Più che un’intesa formale, il primo cittadino aveva lanciato un appello pubblico, ribadito anche durante l’anniversario dell’Ascom, invitando le attività commerciali ad aderire, dunque facoltativamente, all’iniziativa.
Questa mancanza di coordinamento e formalizzazione ha però generato disguidi, con molti negozi che hanno accolto positivamente l’invito di Vicinanza e altri, invece che hanno scelto di chiudere ben prima dell’orario indicato dal sindaco, anche a causa delle temperature avverse e all’assenza di eventi capaci di convincere i cittadini ad animare le strade della città dal pomeriggio fino all’accensione dei falò sull’arenile, incentivando l'apertuta prolungata.
Un’inesattezza che mette in luce un’approssimazione organizzativa, tanto più significativa considerando le grandi aspettative per una serata simbolica e partecipata. L’episodio ha alimentato critiche nei confronti dell’amministrazione, accusata di aver gestito con superficialità un evento chiave per la valorizzazione della città e il coinvolgimento del tessuto commerciale locale.