Altra estate che volge a termine con ancora una volta le Terme Stabiane desolatamente chiuse. In tanti si chiedono perché non si riesca a permettere ai cittadini di almeno bere le acque medicamentose che, invece, finiscono in mare senza che nessuno ne possa usufruire. Un pugno nello stomaco per gli stabiesi che da anni continuano a sentir pronunciare la parola “turismo” senza riuscire a vedere atti concreti che vanno nello sviluppo di questa straordinaria risorsa.
Sviluppare e coltivare il turismo significherebbe anche e soprattutto far confluire a Castellammare di Stabia fiumi di denaro che rilancerebbero l’economia locale a discapito della criminalità. Si parla tanto di combattere la violenza e la camorra, ci si interroga su quali strumenti mettere in campo in questa battaglia. Ebbene, uno di questi è certamente quello di favorire lo sviluppo turistico della città.
E riaprire le terme, anche solo per consentire alla gente di bere le acque, sarebbe un primo importante passo. Un tentativo che fu fatto durante l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Pannullo che proprio questa mattina ha ricordato quell’esperienza.
«Dopo meno di due mesi dalla elezione a sindaco ed a distanza di poco più di venti giorni dal varo della Giunt
a riaprimmo le Antiche Terme – ricorda Pannullo - Le Terme furono aperte al pubblico ed alla mescita ogni giorno con accesso gratuito in alcune ore del giorno ed a pagamento in altre ore. Tale step durò quattro mesi. Successivamente le Antiche Terme sono state teatro di “Cantieri Viviani” per un altro step di diverso tempo. Una manifestazione che diede lustro alla Città ed un’immagine ineguagliabile allo stabilimento che era ormai smarrita nel tempo dopo dieci anni di chiusura dalla ristrutturazione. Nelle due estati della nostra, seppur breve, storia amministrativa quotidianamente abbiamo proposto iniziative ed una serie di eventi che avevano fatto riassaporare la magia di quel luogo. Oggi, dopo frizzi e lazzi annunciati, sono calate le tenebre».
Ma proprio su quegli eventi organizzati all’interno del parco delle Antiche Terme ci furono molte polemiche. Ma resta comunque lodevole l’iniziativa di riapertura della mescita, molto apprezzata dagli stabiesi e da tanti visitatori. Al riguardo, si ricorda anche l’installazione – all’esterno del complesso termale – di alcune fontanine che avrebbero dovuto facilitare la mescita delle acque termali. Fontanine da cui non è mai sgorgata una goccia d’acqua, ma profumatamente pagate dagli stabiesi.