“Legalità, mi piace”. Questo il titolo dato alla mobilitazione nazionale di Confcommercio che ha visto ieri in tutta Italia lo svolgimento di importanti convegni sul tema della legalità in ogni sua forma. A Castellammare di Stabia, se ne è discusso alla sala conferenze della Banca Stabiese in un dibattito organizzato dall’Ascom che ha visto la partecipazione del procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, Luigi Riello; il Questore di Napoli dott. Guido Marino e del comandante della Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, Guglielmo Cassone.
Per il Questore di Napoli dott. Guido Marino “non è ancora forte il desiderio di legalità nelle nostre città”. Lo stesso Riello, inoltro, ha sottolineato che “non a tutti piace veramente essere uomini di legge”.
Riello, invece, ha battuto molto su una grande lacuna del nostro sistema giuridico: la mancanza della certezza della pena. “Le leggi – ha detto - condannano un reato ma non garantiscono a ch
i lo commette che sconti per intero la pena inflitta dal giudice. Questo produce nella gente onesta insicurezza e ritrosia nel denunciare un'usura o un misfatto. In Inghilterra – ha raccontato - un medico con la sua famiglia, sorpreso ubriaco al volante della sua vettura senza fare danni, è stato condannato a 30 giorni di carcere e la radiazione dall'ordine dei medici. La motivazione della corte inglese è stata: " chi mette a repentaglio la vita della propria famiglia non può garantire la vita a nessuno altro"”. Ma non solo. Sulla legalità, invece, ha rimarcato la mancanza di consapevolezza , da parte dei cittadini, della situazione grave in cui viviamo.
“Serata veramente interessante – ha commentato l'arch. Rosario Savarese, uno dei tanti cittadini presenti - ma che mi ha lasciato un pizzico di tristezza. Guardando gli invitati mi sono reso conto che la società è composta da due tipi di cittadini : quelli che ci credono e lavorano per realizzarla e quelli che si nascondono dietro a belle parole”.